Forse perché mi aspettavo di più, forse perché dopo i tanti chilometri percorsi, pensavo mi rimanesse addosso di più di questo viaggio, forse perché vedendo la Polonia in automobile speravo, in cuor mio, che i collegamenti fossero un pò più pratici di come avevo studiato e che il traffico ed i tantissimi lavori in corso non impattassero in modo così netto nel tour (2400 Km in 9 giorni non proporzionati ai posti visti e visitati).
A prescindere dalle risposte (che come in tutti i viaggi arriveranno ripensandoli nel tempo, voglio scrivere questo articolo per dare i miei consigli di viaggio a chi pensa di intraprendere la visita di questo paese che io credo possa regalare sensazioni forti con il giusto ma più “breve” itinerario (5,6 giorni).
Partiamo: riuscire ad atterrare a Danzica (o comunque lì vicino), consentirebbe di trovarsi a pochi Km dallo Slowinki National Park, che merita senza alcun dubbio una visita non sbrigativa ovviamente.
Dune
Da lì si può ripartire per Torun (da molti definita come al città più Gotica della Polonia) e visitare anche Gniezno (molto carina) e Poznan e la sua Rynek (piazza del Mercato).
Rovine del Castello di TorunGnieznoPoznan
La visita a Breslavia con i suoi Gnomi potrebbe essere la tappa precedente ad Auschwitz e Birknau dove vi soffermerete per tutta la mattinata per un’esperienza impossibile da dimenticare.
Breslaviai famosi gnomi di BreslaviaBirknau
Da non perdere, poi, Castello di Krzyztopor a Ujazd (i resti del castello più bizzarro della Polonia, ideato seguendo la struttura del calendario: 4 torri come le stagioni, 12 sale come i mesi, 52 camere come le settimane e 365 finestre come i giorni), per poi chiudere a Varsavia, (la città meno polacca della Polonia), tra i suoi vicoli, la sua voglia di divertirsi e il gustosissimo Gofry a la Babelki.
Castello di KrzyztoporGiardini Castello di KrzyztoporVarsavia
Ecco 5, 6 giorni seguendo queste tappe, tra pierogi, kluski, torte di mele, birra fresca e vodka alla mela cotogna (e dando una letta al mio viaggio nel dettaglio –VND Polonia – per i dettagli…eheh), potrebbe regalare una Polonia inaspettata e lasciare alla fine del viaggio quel senso di appagamento che rende il ricordo dei posti, forse, addirittura un pò nostalgico.
Città e posti attraversati, visti, visitati: Castello di Malbork – Danzica – Slowhisky National Park – Reda – Bydgoszcz – Torun – Gniezno – Poznan – Breslavia (Wroclaw) – Auschwitz e Birknau – Zakopane – Cracovia – Zalipie – Sandomierz – Castello di Krzyztopor a Ujazd – Campo di Concentramento di Majdanek – Varsavia.
In breve:
– Viaggio in 2 persone.
– Aereo Roma – Varsavia aeroporto Chopin a/r
– Noleggiata auto il 10 mattina ore 12.00 all’aeroporto e riconsegnata auto il 19 mattina ore 10.30 sempre all’aeroporto.
– Km percorsi: 2.424
– Spesa totale: Euro 950 a persona
– Salvo la prima notte del 10 e la prima del 14 a Zakopane, abbiamo prenotato tutte le altre durante il tour (senza la minima difficoltà), e ritenendo troppo soggettivo l’aspetto legato al pernotto (capacità di adattamento, comodità ed aspetti vari), non troverete particolari riferimenti delle strutture (salvo casi eccezionali ovviamente).
– Tenete presente che la Polonia è molto economica e si può mangiare e dormire veramente con pochi Euro.
10 agosto: Castello di Malbork – Danzica
Atterrati a Varsavia alle 11:30, ritiriamo l’auto e si parte verso MALBORK, dove arriviamo alle 17.30, previa sosta presso in una sorta di trattoria (dentro l’area di servizio “ORLEN”, che troveremo in tutto il tour), dove mangiamo i primi “Pierogi“ che la proprietaria sta preparando al momento…niente male!
Visitiamo da fuori il Castello, poichè chiudendo alle 19 ed essendo molto grande, avrebbe richiesto, quanto meno, una visita con più relax e visto che di castelli ne abbiamo visti, veramente tanti, nella nostra vita, optiamo per un giro esterno che evidenzia, comunque, una struttura indubbiamente imponente (parliamo sempre dell’edifico in mattoni più grande mai costruito dall’uomo).
Risaliti in auto dopo un’altra ora di viaggio arriviamo a DANZICA, (dove ci fermiamo per la notte) vestita a sera, dove passeggiamo e ceniamo in uno dei tanti locali sulla piazza.
11 agosto: Danzica – Reda – Slowhisky National Park – Bydgoszcz
Ripartiamo da Danzica in direzione Slowinski National Park e ci fermiamo a REDA ma solo per la colazione in una Cukiernia(pasticceria), molto….locale e gustosa.
Percorriamo la bellissima strada secondaria 213, ricca di alberi e vegetazione e giungiamo, finalmente, allo Slowinski Park Narodowy. Entriamo da LEBA ed ammiriamo le incredibili Dune naturali, che il Mar Baltico ha creato e ancora crea “divorando” la foresta e la sensazione che ci regalano è un surreale, sembra di essere nel deserto.
Ci sono diversi modi per accedervi dall’entrata principale: si può andare a piedi (5 km), oppure noleggiando in loco le biciclette, oppure tramite i trenini elettrici da circa 15/20 posti (i costi sono irrisori).
Noi optiamo per il trenino all’andata, non sapendo che il ritorno sarà ben diverso.
Infatti, nel bel mezzo della “camminata nel deserto”, si alza improvvisamente un vento fortissimo e le nuvole cattivissime coprono il cielo generando un vero e proprio diluvio inarrestabile, che abbasserà anche la temperatura bruscamente.
Scopriamo, allora, che ritornare su con il trenino è, praticamente, impossibile, poichè l’organizzazione non è il massimo qui (in generale ne è carente la Polonia proprio) e per riportare indietro tutte le persone (parliamo di centinaia ovviamente) richiederà ore.
Decidiamo di tornare a piedi (5 km), lungo il sentiero (non pericoloso) che costeggia il bosco, sotto la pioggia incessante che non smette mai di cadere. Esperienza che ricorderemo a lungo….anche questo fa parte del tour!
Per fortuna, la mattina, ci eravamo fatti preparare due ottimi panini con formaggio e salumi locali, proprio in un alimentari del posto a Leba, (alla modifica cifra di Euro 0,93), consapevoli che non avremmo trovato chioschi o bar sulla spiaggia.
Ci siamo asciugati abbiamo ripreso la macchina e percorrendo la bellissima strada secondaria A21 che poi incrocia la stupenda A25 siamo arrivati a Bydgoszcz, dove ceniamo nel cocktail/bar “XOXO”, bevendo un buonissimo Lynchburg Lemonade e mangiando un buon polpo misto con peperoni, verdure, cipolla e riso nero ed un salmone con patate novelle ed insalata.
Ci rendiamo conto che in questi due giorni non abbiamo visto molte cose; questo perchè in Polonia i collegamenti sono pochi e ci sono tantissimi lavori in corso, ma, le strade che abbiamo attraversato si qui (A21, A23, 213) sono state bellissime e sembrava di essere dentro una fiaba.
13 agosto: Breslavia (Wroclaw)- Tychy
Siamo partiti in direzioneBRESLAVIA (Wroclaw) dove ci fermiamo tutto il pomeriggio.
Infatti, oggi abbiamo trovato molto traffico ed avendo impiegato molto per arrivare, preferiamo rilassarci un pò.
Passeggiando per la città incontriamo i famosi Gnomi (simbolo della lotta della vecchia lotta per la libertà), che spuntano quando meno te lo aspetti.
Anche qui non manca laCattedrale con vista dalla torre, tra le stradine interne molto carine e la piazza del mercato che ricorda un pò quella di Poznan. Ed addirittura (incredibile a dirsi) non manca ilponte con in lucchetti.
La testa però è, inevitabilmente, già a domani, giorno in cui non si può e non si deve ritardare.
Ripartiti verso Tychy, vicino Auschwitz, punto di appoggio, dove abbiamo l’albergo.
14 e 15 agosto: Auschwitz e Birknau – Zator – Zakopane
È il giorno di AUSCHWITZ e BIRKNAU (è l’unica tappa prevista senza se e senza ma, acquistato il biglietto on line dall Italia), mentre lo scrivo un pò mi dispiace e infastidisce dire che, forse, è l´esperienza che più lascerà il segno nel tour (questo dice molto della mia impressione generale della Polonia).
Niente foto e solo un commento: bisogna andarci.
Ci rimettiamo in viaggio verso l’ora di pranzo e dopo aver un pò “smaltito”, mentalmente, la visita, verso le 16 decidiamo di fermarci aZATOR per mangiare, per poi proseguire verso Zakopane, dove staremo anche tutto domani.
A Zatormangiamo molto bene al ristorante “Mysliswka”: prendiamo zuppe, pierogi, e Placki (una sorta di gulasz), sempre pagando un contobasso. Ripartiamo per ZAKOPANE dove arriviamo nel tardo pomeriggio (ma tanto ci fermeremo tutto domani).
La mattina di ferragosto facciamo un lunga passeggiata sino alla funivia che porta fin sulla vetta del “KASPROWY WIERZ“, una delle montagne più alte dei Monti Tatra.
Qui è possibile, avendo tempo (almeno 3 ore) effettuare escursioni di varie difficoltà, con percorsi segnalati e ben battuti., ma arrivare su in cima in cabina mostra un bel paesaggio. Volendo su c’è anche unrifugio bar/tavola calda volendo mangiare o anche solo rifocillarsi con unabirra oppure…una buona vodka.
Ritornati a valle rifacciamo a piedi il pezzo di strada verso l’auto e ci fermiamo per un assaggio del buonissimo formaggio di un contadino del posto, che salendo ci era sfuggito.
Mattinata rilassante e pranzo gustoso al “Zapiecek“ a base di Pierogi e Carne d’anatraed una buonissima torta di mele , bevendobirra, (sempre con un conto a meno di 15 euro a persona).
Passiamo tutta la giornata a Zakopane gironzolando per i vari stand allestiti per ferragosto e continuando a respirare un pò d’aria di montagna, il relax prevede anche un riposino in albergo e già si èfatta sera. Dormiamo anche stanotte a Zakopane.
16 agosto: Cracovia – Zalipie – Sandomierz
Si riparte in direzione CRACOVIA.
Proviamo, prima, a deviare per le miniere di sale a Wieliczka, ma la fila è lunghissima ed improponibile e noi non abbiamo potuto prenotare on line perché non sapevamo con certezza quando saremmo arrivati. Sul sito tutte le informazioni (https://www.minieradisalewieliczka.it).
A questo punto proseguiamo per il Centro di Cracovia, passeggiando ed attraversando il mercato dei tessuti(oggi ormai sfilata di bancarelle con souvenir per turisti) e la piazza del mercato dove pranziamo con i prodotti cucinati sul momentonegli stand allestiti per la festa dei100 anni dell’indipendenza (che bella fatalità). E le cose damangiare e da berenon mancano di certo!
Proseguiamo e, dopo una breve deviazione presso il pittoresco villaggio diZALIPIE, ci fermiamo per la sera/notte aSANDOMIERZ, piccola cittadina, ma molto carina e non frequentata da turisti, con la sua Rynek (piazza del mercato) che caratterizzata dalla sua pendenza, ci accoglie con l‘imponente palazzo municipale che, obiettivamente, ha dato un senso a questa, improvvisata, tappa. Qui ceniamo e dormiamo.
17 agosto: Castello di Krzyztopor – Lublino – Campo di Majdanek
A 30 Km da Sandomierz, precisamente nel piccolo villaggio di UJAZD, scopriamo l’esistenza di un Castello tra i più strani e particolari che ci siano capitati nei vari tour: il Castello di KRZYZTOPOR (dopo tanti anni di viaggi confesso di essere un pò stanco di strutture apparentemente simili).
Ebbene, qui rimango abbastanza stupito; il Castello è visitato da pochissime persone ed addirittura è poco conosciuto dai polacchi stessi (dato che scopriremo chiacchierando qua e là), sono rimaste lerovine (si può vedere però tutta la vera struttura), ma la sua imponenza è veramente suggestiva ed il fatto di poter camminare per i suoi giardini, per isotteranei e sulle torri immaginando come fosse stato ideato dona un tocco di mistero e fascino non indifferenti, considerando, poi, il fatto che venne all’epoca commissionato dal Governatore “Ossolinki”, appasionato di magia ed esoterismo. Il Castello, infatti, ha la struttura del calendario (4 torri come le stagioni, 12 sale come i mesi, 52 camere come le settimane e 365 finestre come i giorni). Bella scoperta!
Ci spostiamo a LUBLINO. Vediamo la sua Ryneke dopo pranzo decidiamo di improvvisare una tappa al campo di concentramento vicino (4 km circa) di MAJDANEK, anche se dopo Auschwitz e Birknau potrebbe sembrare superfluo…ma in realtà non lo è mai. Questo campo, in verità, viene contato come sesto campo voluto da Hitler per l’Operazione “Reinhard”, primo stradio dell’Olocausto, e vi assicuro che si vede.
La sera siamo, ancora, a Lublino, dove dormiamo.
18 agosto: Varsavia
L’ultimo giorno lo dedichiamo a VARSAVIA. Come spesso succede le tappe sulle quali si hanno poche aspettative, diventano le più piacevoli.
Infatti, un pò stanco di visitare le capitali europee (non voglio fare come tanti che dicono che sembrano tute uguali…però…..diciamo che alla lunga negli anni possono un pò…stupire meno?), nei tour prediligo paesi, villaggi e borghi.
Ebbene, devo dire però che Varsavia è ben diversa dal resto della Polonia. Si respira un’atmosfera differente. Probabilmente, ragionandoci è anche, facilmente, spiegabile: città attraversata dalla storia e rasa a suolo, ha vissuto una rinascita forte.
Abbiamo deciso di dedicarci a mangiare e bere perchè…..perchè….perchè si!
Comunque, laCittà Vecchia è bella e molto gradevole con la sua piazza centrale viva e vogliosa di vivere ma, anche, allo stesso tempo dedita al relax; lo si capisce, facilmente, osservando l‘Acquarium Club…
Pranzo con zuppa e cotoletta in uno de tanti locali del centroe poi a spasso.
La passeggiata per le vie del centro storico è, veramente, gradevole e non ci si può sottrarre dal mangiare (come merenda pomeridiana) l’enorme e golosissimo GOFRY A LA BABELKI, presso una delle piccole gelaterie aperte “specializzate“. e vi assicuro che quello VERO rispecchia la foto della pubblicità.
Dopo una bellissima chiaccherata con Cris e Tatiana, due simpaticissimi signori Polacchi, (fatalità grandi viaggiatori e accaniti amanti della “pedalata”), che ci raccontano un pò di Polonia…andiamo a fare un riposino in albergo (vicino all’aeroporto), ritorniamo al centro per un’inaspettata ottima cena.
Infatti, passeggiando per le vie ci imbattiamo nel KARMNIK, ristorante con prodotti polacchi veramente di qualità dove mangiamo: una squisita barbabietola croccante arrosto, un eccellente misto di formaggi, e i buonissimi gnocchi molto particolari (i famosi Kluski) e come dolce una delicatissima cheese cake a base di ricotta e pistacchio (con vaghi richiami alla cassata siciliana), tutto accompagnato dall’eccezionale e nostro fedelissimo Lynchburg Lemonade (il cocktail migliore che ci sia e facilmente trovabile in Polonia).Il conto? sempre poco (tenuto presente che ci siamo bevuti 3 cocktail)! Il viaggio è finito. Domani mattina si torna a casa.
Città, paesi, posti attraversati, visti, visitati: Granada, Guadix, Cazorla, Ubeda, Baeza, Cordoba, Siviglia, Cadiz, Arcos de la Frontera, Zahara de la Sierra, Grazalema, Ronda, Jerez de la Frontera, Gibilterra, Tarifa, Malaga.
In breve:
– Viaggio in 4 persone, con “Ryan Air” Roma Malaga / Malaga Roma.
– Noleggiata auto a Malaga Aeroporto e riconsegnata a Malaga Città (vicino stazione del treno dentro il Centro Commerciale).
– Km in auto percorsi: 1538
– Spesa totale (all inclusive): Euro 800,00 a persona.
– Essendo in 4 abbiamo preferito prenotare tutte le notti prima di partire. Come al solito, ritenendo troppo soggettivo l’aspetto legato al pernotto (capacità di adattamento, comodità ed aspetti vari), non troverete particolari riferimenti delle strutture (salvo casi eccezionali ovviamente).
Nota personale: sono un innamorato perso della Spagna…è giusto che si sappia!
18 – 19 aprile. GRANADA – GUADIX
Arriviamo alle 9.30 circa a Malaga e ritirata l’auto con Europcar alle 10.30 circa, ci dirigiamo verso Granada, dove sistemati in un appartamento Airbnb vicino al centro ci precipitiamo subito verso il quartiere Albaicin e ci fermiamo nella graziosa Placeta de San Miguel Bajo, per gustare (vista l’ora) le prime tapas e le primecañe (birre fresche nel bicchiere da 0,20 cl) in uno dei bar della deliziosa piazzetta. A Granada c’è ancor l’usanza di portare una tapas gratuita ogni qualvolta si ordina una birra. É infatti possibile un vero e proprio tour di tapasgratuite nei vari bar. Abbiamo speso con 2 giri di caña a testa più altri 2 piatti completi da dividerci (para compartir) circa 30 euro in tutto (meno di 10 euro a persona dunque). Proseguiamo, poi, verso laCalle de Elvira, strada in cui si trovano diversi locali perfetti per fare, appunto, il tour di tapas gratuite e continuando a camminare ci siamo, consapevolmente, persi nei bellissimi e stretti vicoli bianchi della città passando da Carretera de Darro e dal Paseo del Padre Manjon (ma ogni strada va bene a Granada).
Dopo un breve riposo pomeridiano si riparte alle 19 circa percorrendo la Gran Via de Colòn, sino alla Cattedrale Iglesia del Sagrario, attaccata alMercado de Artesania. Proseguiamo verso Plaza de Bib Rambla(dove domani mattina mangeremo dei churros deliziosi) passando per calle Navas (altra via in cui poter fare il tour di tapas gratuito) per arrivare, infine, a Plaza del Carmen, dove ceniamo alla “Bicicleta” (locale carino con possibilità di mangiare fuori) assaporando un buonissimo rabo de toro (coda di toro).
Occhio all’imprevisto: se vi dovesse succedere di smarrire uno o più biglietti dopo averli ritirati non vi allarmate ma recatevi all’ingresso presso l’ufficio informazioni per farvi fare il duplicato, ma attenti, dovete riportare con voi tutti i biglietti prenotati se avete fatto tutto con unica prenotazione (anche per avere il duplicato di uno solo dei biglietti)
Guadix 19 aprile. Partiti alla 13.20 circa da Granada percorrendo la A92 arriviamo a Guadix alle 14, dove ci fermiamo a mangiare nel tipico (frequentato solo da gente del luogo) e molto carino locale“La Bodeguilla” in cui ci aspetta un fantastico tagliere misto di salumi e formaggi del posto accompagnato dalla solita caña (ma non sottovalutate vino, sherry e vemut serviti direttamente dalle botti in fondo al locale). Dopo la breve pausa pranzo facciamo un giro per il centro di Guadix passando perl’Arco de San Torcuato, arriviamo allaCattedrale luogo in cui vengono ricordati i numerosi film qui girati da grandissimi registi come Sergio Leone e Steven Spielberg.Proseguiamo per un giro nelle originalissime e particolarissimeCuevas de Guadix (le case scavate nel Tufo ed ancora abitate).
19 – 20 aprile. CAZORLA – UBEDA – BAEZA Cazorla 19 – 20 aprile. A Cazorla arriviamo il pomeriggio tardi, dopo, un breve giro nella parte un più alta (da dove, volendo, si può visitare la Sierra di Cazorla) che conduce al Mirador de las Palomas da dove con un pò di fortuna si possono incontrare le Aquile. La giriamo (quasi deserta) e ci fermiamo a gustare alcune ottime raciones (piatti principali più grandi delle tapas) nel caratteristico bar Las Vegas (in Plaza della Corredera). A mio avviso Cazorla meritava qualche ora in più di giorno….ma capita in un tour così intenso di non avere tempo.
20 – 23 aprile. CORDOBA – CARMONA – SIVIGLIA – CADICE Cordoba 20- 21 aprile. Arrivati a Cordoba tardo pomeriggio del 20 sistemati nell’alloggio facciamo passeggiata per la città (molto bella) passando per il suggestivo ponte che arriva alla “porta d’ingresso” di Plaza del Triunfo da dove si snoda tutto il centro, camminando per i bellissimi vicoletti stretti e colorati in cui perdersi piacevolmente. La Mezquita e l’Alcazar con i suoi giardini(che abbiamo visitato la mattina del giorno dopo) sono la punta di diamante della città, che ci ha veramente colpito molto. Segnaliamo, poi, Plaza de la Tendilla
Carmona 21 aprile. Ripartiti per Siviglia ci fermiamo a pranzo e per un breve giro nella curiosa Carmona, Comune situato su un cucuzzolo nel quale si accede superando la Porta di Cordoba che un tempo consentivano l’ingresso nelle antiche mura. Mangiamo nella “Bodega Mingalario” degustando alcuni dei piatti del menu: plato salmorejo (zuppa fredda a base di pomodori, pane, aglio e olio extravergine d’oliva), plato espinacas (specialità di zona fatta con spinaci e ceci), huevos rotos(una specie di uova strapazzate con gamberi e patate) e lomo de bacalao (filetto di baccalà all’arancia). Il tutto accompagnato da un ottimo Rioja Crianza della Bodega Izadi (un rosso 100% Tempranillo), da un servizio impeccabile ed uncontocon un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Siviglia 21 e 22 aprile. Stupenda! Soprattutto per l’atmosfera che respira….giovanile ed allegra! Il pomeriggio siamo andati in giro per la città. Abbiamo attraversato i Jardin de Murillo, confinanti con l’Alcazar, ammirando i suoi bellissimi alberi secolari, ed abbiamo raggiunto la bella Universidad, Puerta de Jerez (da cui prendere avenida de la Constitucion), poi Plaza del Triunfo, Plaza de la Alianza e la più grande Plaza de San Fancisco che porta a Calle Sierpes, la via dello shopping, ed infine Plaza del Salvador. Per cena, e dopo cena, ci spostiamo nel quartiere Triana (definito da tutti il più importante di Siviglia), pieno zeppo di locali e bar. La serata si conclude in un locale vicino l’albergo dove gente di ogni età alle 2 di notte mangia e beve come fosse ora di pranzo (noi ci deliziavamo con delle ostriche!). La mattina del 22 la dedichiamo alla fantastica Plaza de Espana, vero gioiello della città, che ci lascia incantati e chiudiamo con una breve visita all’arena di Plaza de Toros.
Cadice 22 e 23 aprile. La città bianca più antica d’Europa. Entriamo nella cittadina attraverso il ponte La Pepa. Passeggiamo vicino il lungomare (anche qui non manca qualche albero secolare) fino a La Caleta che ci conduce, tramite un lungo e ventilato passeggio, davanti al Castillo de San Sebastián (non è visitabile per lavori di ristrutturazione, ma da qui la vista su Cadice è a dir poco ampia), Molto carina Plaza Topete, vicino al Mercado Central de Abastos mentre il Barrio del Popolo ed il Barrio del la Vina sono i luoghi più caratteristici dove respirare l’aria della movida di questo popolo andaluso (visitare i barrios qui è fondamentale). Da non perdere le fritture di pesce. Meritava, sicuramente, un po’ più di tempo.
23 aprile. MINI TOUR PUEBLOS BLANCOS: Arcos de La Frontera – Zahara de la Sierra – Grazalema– Ronda. Questo piccolo tour nel tour può, tranquillamente, essere un viaggio a parte prolungato nei giorni tenendo presente che i pueblos blancos sono tantissimi, vicini e anche diversi l’uno dall’altro.
Nel nostro mini- tour abbiamo visto: 1) Arcos de la Frontera: dopo aver fatto l’errore di entrare con la macchina nel labirinto di bellissimi e stretti bianchi vicoletti di questo bel paese arroccato, riusciamo a parcheggiare (tornando al punto di partenza) in uno dei comodissimi parcheggi a pagamento ai piedi del paese per poi salire, ovviamente, a piedi sino alla Basilica Menor de Santa Maria de la Asuncion che si incontra inevitabilmente sulla destra. Proseguendo si attiva sino a Plaza del Cabildo (molto carina salvo le troppe auto parcheggiate troppo facilmente consentite), con il suo Mirador da dove scattare qualche panoramica fotoe riscendere passando dentro il vicolo in cui si trova il Convento de la Encarnacion. 2) Zahara de la Sierra. Molto suggestiva l’avvicinamento in auto a questo pueblo, grazie alla sua posizione arroccata su un complesso roccioso. Il suo affaccio sullo spettacolare Embalse de Zahara (il bacino di Zahara) consente di avere dall’alto un panorama molto bello. Abbiamo percorso Calle San Juan (via principale e più importante con bar con tavolini all’aperto) dove si arriva alla Iglesia Santa Maria de Mesa. 3)Grazalema:Pueblo che sorge ai piedi della catena montuosa dei Monti Grazalema possiede una piazza molto carinadove poter gustare in tutto relax eccezionali piatti di formaggio e carne del posto. Grazalema è, infatti, conosciuta per la sua produzione di formaggio di pecora. Ordiniamo un eccellente surtido de queso come antipasto da dividerci in 4 e poi carne buonissima: carillada, jabali, pluma, come in tutta l’Andalusia anche qui ilconto ci pare onestissimo. 4)Ronda: merita menzione a parte. Con tutto il rispetto per i pueblos blancos, potrebbe essere meta separata:
RONDA: Città spettacolare che vive a strapiombo su altipiano diviso in due dalla gola El Tajo. Percorriamo Carrera Espinel sino ad arrivare a Plaza de Toros incrociando la via principale, Calle Virgen de la Paz, ed arriviamo al Alameda del Tajo, da dove si può ammirare la gola che divide Ronda. Riprendiamo Calle Virgen de la Paz ed arriviamo al meraviglioso Puente Nuevoed al Mirador de Ronda, passando perPlaza de Espana e Plaza de la Merced. Ci rechiamo, poi, percorrendo Calle Arminan nella verde e bella Plaza Duquesa de Plarcent, dove si trova la Collegiata de Santa Maria La Mayor e girando l’angolo si incontra la piccola e meno conosciutaPlaza del Silencio. Ronda è bella, particolare, curiosa, indubbiamente turistica ma imperdibile. Terminato il minitour continuiamo.
23 – 24 aprile JEREZ DE LA FRONTERA – GIBILTERRA Jerez de la Frontera 23 – 24 aprile.Deludente e in decadenza. Questa l’impressione di quattro su quattro. Città che sembra avere potenzialità ma, completamente, trascurata, salvo il monumento dedicato a Tio Pepe (il padre dello Sherry, vanto della città). Plaza San Miguel con la rispettiva Cattedrale (a pagamento) lasciano una sensazione malinconica. Abbiamo deciso di ripartire in tempi brevissimi
Gibilterra 24 aprile. Non è Andalusia. E si vede. Ingresso tramite dogana ed controllo documenti, dovrebbe trasmettere sensazioni londinesi ma cabine telefoniche rosse, locali fish and chips e pub non bastano. La sensazione è di vedere inglesi in esilio in un grande Centro Commerciale all’aria aperta. Non è stato possibile salire sull’ Upper Rock ma da informazioni prese non ci siamo persi molto. Anche qui non ce la sentiamo di rimanere troppo tempo…con il senno di poi, tappa evitabilissima.
24 – 25 – 26 aprile TARIFA – MALAGA Tarifa 24 aprile. Bella e particolare, la patria dei surfisti(il vento è una presenza costante ed effettivamente a volte un pochino fastidiosa) ci ha regalato vicoli, piazzette nel pieno rispetto dei pueblos andalusi ma con atmosfera di relax. L’ingresso nel casco antiguo avviene attraverso la medievale Puerta de Jerez. Bello perdersi senza troppi riferimenti tra Plaza la Paz, San Martin, del Angel, passando per la Iglesia de San Mateo sino ad arrivare al Puerto ed andare verso destra sino alla spiaggia (Playa Chica) per cercare di vedere il Marocco. Ci rilassiamo con una freschissima birra e poi ritorniamo nel centro per una bella frittura di pesce. Per questa serata decidiamo di cenare mangiando buonissima carne e sorseggiando i buonissimi mojotos della Braseria Vaca Loca. Finiamo la serata (sempre a mojtos) nel locale “La Caracola” (Calle San Francisco), locale molto carinodove conosciamo Angel il proprietario, ragazzo simpaticissimo e competente che ci darà (su nostra richiesta) un indicazione importante per quella che sarà una ottima cena a Malaga prossima ed ultima tappa del tour.
Malaga 25 – 26 aprile. Una sorpresa, ci è piaciuta molto a tutti. Percorrendo Calle Granada si incontrano bar e locali con molto movimento. Visitiamo il Museo di Picasso(in cui non sono consentite foto) e poi gironzoliamo per le strade passando per l’Iglesia de Santiago, perl’AlcazabaePalacio Episcopal, e ci dirigiamo verso il moderno PORTO, passando per l’Universidad. Camminando si arriva, tranquillamente, alla spiaggia della Malagueta. Torniamo indietro passando, però, per Calle Maestranzaalla casuale ricerca di una gelateria (in viaggio bisogna assecondare le voglie sennò che vacanza è) e ci imbattiamo in una sorpresa inaspettata, quasi un segno del destino: BOLAS, gelateria artigianale aperta il giorno prima. Il gelato è semplicemente sublime. Conosciamo il proprietario che con grande passione e umiltà ci spiega la sua arte, facendoci provare praticamente quasi tutti i gusti (fatti senza latte e solo con ingredienti di alta qualità). Scopriamo che ce ne sono già aperte altre in Spagna. Ci avviamo in albergo passando per la Fontana del centro urbano e per il Roseto molto bello che circonda laStatua del Biznaguero. Il Teatro Pileta chiude la passeggiata e dopo la doccia ci facciamo un aperitivo a base di olive e Pajarate (bibita del posto che ricorda, vagamente, il vermouth servita direttamente dalle botte) nel caratteristico locale La Tranca (frequentato da sola gente del posto). Ci rechiamo poi a cena nel ristorante consigliatoci da Angel di Tarifa (di proprietà del padre), proprio davanti all’ Acazaba: IL GARUM dove abbiamo consumato una cena ottima Degustación de atún e cioè degustando 5 tipi tonno cucinati in modo differente bagnato da un buonissimo vino bianco: finca feroes Rueda per poi continuare con un buonissimo misto carne accompagnato da un ottimo vino rosso (l’eccesso di relax ed il vino bianco iniziato a stomaco vuoto, mi ha portato a dimenticarmi, completamente, di scattare foto….effetto Andalucia!) pagando in tutto circa 90 Euro (sempre diviso 4), senza dubbio la giusta conclusione di un tour magnifico.
Ebbene si… lo ammetto.. la Germania mi ha, veramente, colpito.
Sono partito sempre convinto e speranzoso, perchè se c è una cosa che ho imparato viaggiando è che bisogna cancellare dalla propria mente pregiudizi e luoghi comuni e cercare di far finta di non aver, nemmeno, mai sentito parlare del luogo scelto.
Italia: mafia, spaghetti, pizza e mandolino; Francia: arroganza e sciovinismo; Spagna: paella e movida; Germania: popolo burbero, birra e wurstel.
Probabilmente, nella voce del popolo c’è quella di Dio ed un fondo di verità è innegabile ci sia; però, poi, se si ha la voglia di andare oltre si scopre, anche, altro.
La Germania è bellissima! la Romantic Strasse, la valle del Reno con i suoi paesini, il lago di Costanza, la foresta nera, i vigneti e meleti a picco, potrebbero essere tutti tour diversi, adatti a famiglie, ciclisti, amanti della natura, del vino.
Ma la cosa che stupisce di più è, forse, il cibo (e detto da un italiano …..).
Formaggi, carne, zuppe mi hanno lasciato sensazioni piacevolissime; i vini Riesling vere e proprie emozioni; i dolci (apfelstrudel, Krapfen) quasi una nostalgia alla fine del tour.
Chiaro che la “varietà italica” non è eguagliabile, però alla luce del fatto che considero il mangiare la cosa più difficile da trovare fuori dallo stivale, non avrei scommesso molto sulla Germania.
Ed, invece, questa nazione va, assolutamente, vista e valutata in tutte le sue sfaccettature, attraversando i suoi paesi e parlando con la gente del posto che, contrariamente a tutto quello che si dice, è assolutamente cordiale, ospitale ed educata.
Perchè essere precisi, magari metodici e, apparentemente, rigorosi discepoli delle regole, non necessariamente significa essere burberi ed antipatici.
Città attraversate, viste, visitate: Monaco, Dacau, Fussen, Schwangau (Castelli di Neuschwaistein e Hohenschwangau), Meersburg (Lago di Costanza), Lenzkirch, Friburgo, Mainz, Bingen, Rüdesheim, Bacharach,Sankt Goar, Boppard, Braubach, Coblenza (Valle del Reno), Potsdam, Weimar, Berlino
In breve:
– Viaggio in 2 persone, con aereo Roma Monaco / Berlino Roma.
– Noleggiata auto con Europcar a Monaco e riconsegnata a Berlino.
– Km percorsi: 1689,6.
– Spesa totale: Euro 1.400,00 a persona.
– A parte Monaco e Berlino non sono stati prenotati alberghi. Ma per Fussen è stato un errore! Tutto pieno e prezzi altissimi per le poche camere libere. Come al solito, ritenendo troppo soggettivo l’aspetto legato al pernotto (capacità di adattamento, comodità ed aspetti vari), non troverete, particolari, riferimenti delle strutture (salvo casi eccezionali ovviamente).
Dal 15 agosto al 16 agosto: MONACO; dal 23 agosto al 26 agosto BERLINO.
On the road: dal 17 agosto al 23 agosto
1° giorno: Dacau – Fussen DACAU. A 20 Km da Monaco ritengo importante visitare il primo campo di sterminio nazista, aperto il 22 marzo 1933. Non aggiungo altro e non troverete foto.
FUSSEN. Percorrendo la bella Romantic Strasse si arriva a Fussen città che avevamo, erroneamente, sottovalutato da tutti i punti di vista. In pratica è la classica località di montagna dove i tedeschi vanno in inverno in massa a sciare e l’estate per le vacanze…con il risultato che non prenotare l’albergo è rischiosissimo…pochi posti a prezzo alto. A parte ciò…posto bellissimo, un vero gioiellino (certamente turistico ma non sempre è un male). Particolarità: la sera fa freddo!
2° giorno: Schwangau – Lago di Costanza – Meersburg – Lenzkirch
Dopo la notte a Fussen si riparte per SCHWANGAU. In questo piccolo comune bavarese si trovano i 2 famosissimi CASTELLI di NEUSCHWAISTEIN e HOHENSCHWANGAU. I castelli da fuori sono incantevoli, in particolare il Castello di Neuschwaistein (al quale anche la Disney si è ispirata) è molto suggestivo soprattutto osservandolo a mano a mano ci si avvicina con la macchina. La sua posizione (sembra quasi sospeso nel nulla) lo rende di per sé un monumento da guardare. Maestoso da vicino! Nonostante il numero di turisti ogni anno, facendo una piccola e rapida indagine abbiamo ritenuto che la visita interna portava con sé il rischio di essere solo una perdita di tempo (la fila per i biglietti era improponibile).
LAGO DI COSTANZA – MEERSBURG. Il lago di Costanza meriterebbe qualche giorno, ma essendo il Tour un insieme di esperienze bisogna cercare di ottimizzare. Già, comunque, costeggiarlo in auto è uno spettacolo molto bello e tra meleti e vigneti si possono scoprire posti bellissimi tipo MEERSBURG. Un borgo semplicemente grazioso e particolare con un porto molto carino e piazzette in cui sedersi in uno dei bar a sorseggiare un eccellente bicchiere di vino, come ad esempio un Meersburgeer Muller Thurgau QW (la Germania non è solo birra… ricordatevelo)
LENZKIRCH. Continuando, incontriamo questo piccolo Comune, veramente particolare. Si sviluppa accanto al lago di Titisee (chiamato la perla della foresta nera). Un lago naturale, completamente, circondato dalla folta vegetazione della Foresta Nera, una delle zone più belle e suggestive della Germania del sud. Abbiamo cenato (un pò stanchi) in stile aperitivo, in un locale molto caratteristico il «Schwarzbrennerei Rothaus» (dove è consentito fumare) ordinando un tagliere misto con vari tipi di prosciutto della foresta nera con salsicce ,sempre del posto, bagnate da due buone birre chiare Fürstenberg
3° giorno: Friburgo – Mainz FRIBURGO. Si entra in una città un pò più metropolitana. Più trafficata, anche un pò più disordinata e caotica rispetto, chiaramente, agli standard visti sino a questo momento (non immaginatevi Roma o Milano però). Andiamo direttamente al mercato di Münsterplatz accanto alla Cattedrale (bellissima in stile gotico) e mangiamo un ottimo wurstel gigante e via per un un ultimo giro per le vie della città.
MAINZ (Magonza). Mainz è interessante. Non lascia a bocca aperta ma in sè sembra a vere 3 anime. Una classica (con la Cattedrale e la sua piazza), una moderna (con il grande centro commerciale) ed una sportiva (la grande passerella lungo il fiume Reno). Il contrasto risulta molto originale. Ma ha anche un pezzo da 90: Il Kirschgarten (il giardino dei ciliegi), il quartiere più bello e romantico della città! Qui abbiamo fatto la cena più buona (eccellente) di tutto il Tour, in un locale molto intimo e particolare: «Weinstube Hottum». Bisogna ricordarsi che siamo vicino alla zona dei Riesling! Abbiamo mangiato portate uniche ed originali. Carne, e poi vellutate di formaggio, e sublimi dolci di una raffinatezza di livello elevatissimo. Bevendo Riesling eccellente
4° giorno: Valle del Reno VALLE DE RENO – (Patrimonio UNESCO) – Da Bingen a Coblenza. E qui inizia uno stupendo Tour nel tour. La valle del Reno va percorsa con un pò più di relax. Si incontrano tanti paesi che, apparentemente, possono sembrare simili ma che in realtà non lo sono affatto. Percorrere in automobile il tratto di strada che li collega (poco più di 70 km) sembra un gioco se lo si fa tutto di un fiato, ma è invece molto affascinante se ci si ferma, continuamente, ammirando il panorama che si presenta ed piccoli ma suggestivi paesini. Veramente una bella esperienza! Da tenere in considerazione il fatto che il Reno può essere attraversato da una parte all’altra imbarcando l’auto e così percorrendolo in una sorta di zig zag. Ci sono piattaforme (battelli) che in precise zone offrono questo servizio (5 euro) che dura pochi minuti. Una sorta di metropolitana sull’acqua.
Rüdesheim. Abbiamo preso il battello cambiamo sponda e visitiamo questo paese carinissimo. Qui si può prendere (anzi…si deve prendere) la cabinovia e salire sino al parco del Niederwald, dove ammirare ilNiederwalddenkmal ovvero il monumento costruito negli anni 1870/80 per commemorare l’Unificazione della Germania e dove lasciarsi catturare dal panorama del Reno.Tornati nel centro (molto carino), passeggiamo per la Drosselgasse, una via molto stretta e colorata dalle molte insegne stile Hong Kong, ascoltando il caos del sottofondo musicale proveniente dai locali/pub. Tutto molto particolare.
Braubach.I suoi vicoli e le strutture in graticcio disposte in modo particolare danno un senso fiabesco (in effetti maggiore delle altre città viste). Si può visitare il Marksburg (la fortezza che sovrasta la città) . È l’unico castello medievale rimasto lungo la media valle del Reno. La visita dentro la fortezza è fattibile ma non lascia (a questo punto del viaggio probabilmente) un segno indelebile.
(6° giorno) fino a…Coblenza. La nostra valle del Reno finisce qui! Proprio dove uno da destra e l’altro da sinistra, si incontrano il Reno e la Mosella. La passeggiata sul lungo fiume risulta per questo caratteristica, dando un occhiata alla enorme statua di Guglielmo I. Tutto abbastanza suggestivo (ma più per l’idea che due fiumi si incontrano in un punto che per l’effettivo effetto visivo). Tornando passiamo per Jesuitenplatz.
6° e 7° giorno: Weimar – Potsdam – arrivo a Berlino WEIMAR. Città storica (patrimonio dell’Unesco) rappresenta uno dei maggiori centri culturali della Germania. Goethe qui visse e morì (si può visitare la casa). Carino il centro con il giardino ad archetti. Ma puntiamo Berlino (dove si concluderà il tour) per cui siamo, veramente, solo di passaggio per cenare, (mangiando e bevendo, rigorosamente, tedesco) e dormire.
POTSDAM. Ormai prossimi a Berlino decidiamo di fermarci a pranzo a Potsdam. Non sembra quasi una città ma un sorta di grande quartiere con strade fatte di sanpietrini e viali quasi stile inglese. Pranziamo qui prima e poi via verso Berlino (che tratterò a parte).
In breve: – Andata: partenza da Roma giovedi 15 febbraio 2018 alle 20:50 dall’Aeroporto di Ciampino (RM) ed arrivo all’aeroporto Barajas di Madrid alle 23:25. – Ritorno: partenza dall’aeroporto Barajas di Madrid il 18 febbraio alle 17:55 ed arrivo all’Aeroporto di Roma.
– Albergo: Hotel Gran Legazpi 3 stelle, sito a Plaza Legazpi e a 100 metri dalla metro (linea 3 e 6) che porta ovunque; costo: Euro 200 matrimoniale per 3 notti, senza colazione (pulito, essenziale, buon bagno ed ottima doccia).
– Biglietto metro elettronico da 10 viaggi Euro 12,20 + Euro 2,50 per la “stampa” della tarjeta elettronica (finiti i viaggi si può ricaricare. Noi abbiaimo fatto due ricariche).
– Viaggio di 2 persone per una spesa totale (anche taxi souvenir ed acquisti personali) di Euro 400,00 a persona.
Breve premessa: siamo atterrati alle 23:25 all’aeroporto Barajas e abbiamo preferito investire 30 Euro in taxi per arrivare in 20 minuti, invece che in più di un ora in Albergo, nonostante la Metro colleghi benissimo l’aeroporto al centro. Infatti la prenderemo a ritorno.
Madrid si visita, facilmente, a piedi e con la metro, che è semplicemente eccezionale; per cui tutto quello che abbiamo visto sembra tanto e con tanti spostamenti frenetici, ma in realtà è tutto molto vicino, agevole.
1 giorno: Facciamo la prima, “normale”, ma comoda, colazione con churros e cioccolato, alla Cafeteria Legazpi davanti alla metro che prendiamo per 5 fermate per arrivare in centro (che sappiamo visitabile tutto a piedi), alla fermata SOL; siamo a Puerta del Sol.
Piazza normale che, a parte la Statua dell’Orso e del Corbezzolo (scultura simbolo di Madrid, raffigurante l’orso che mangia le bacche che curarono gli abitanti di Madrid durante la peste del Cinquecento, non offre molto altro…
Dunque prendiamo Calle Mayor per arrivare alla famosa e grande Plaza Mayor sulla sinistra (attenzione è un pò nascosta, piazza sicuramente,imponente ma, almeno oggi apparentemente poco “sfruttata”.
Attaccato a Plaza Mayor c’è il bellissimo Mercado de San Miguel, ove non possiamo non entrare. C’è di tutto e ci si può, chiaramente, anche mangiare (attenzione peró..è caro e non il miglior posto dove mangiare).
Continuiamo per Plaza de la Villa, passando per la Cattedrale dell’Almudena, sino ad arrivare a Palacio Real, dove troviamo una bella fila per entrare (sinceramente non era nelle nostre priorità per cui decliniamo).
Nella carinissima Plaza de Cascorro, presso il Bar/Cerveceria “La Casa de Las Navajas” ci concediamo, seduti, un bell’aperitivo rinforzato a base di birra, vermut, mangiando Pimiento del Padron e Bocadillo de Calamares.
Il bello della Spagna è proprio questo modo di stuzzicare, assaggiare in ogni orario in cui si ha voglia…“ir de tapas”, come si dice qui!
A stomaco pieno la passeggiata per il quartiere è più bella e facile, infatti, camminando camminando, scendendo per il Mercado de San Fernando, percorrendo Calle de Mira del Sol e Plaza del Campillo del Mundo Nuevo, arriviamo alla fine sino alla Ronda de Toledo e girando a sinistra arriviamo alla Puerta de Toledo (che non ci lascerà di certo a bocca aperta).
N.B.:In tutta questa parte si svilupperà gran parte dell’imperdibile Mercado del Rastro della domenica mattina.
Qui possiamo prendere la metro (Puerta Toledo) e scendere a Plaza del Callao riscendere per la Gran Via e arrivare a Malasana.
Ci fermiamo per un altro spuntino in un bar/cerveceria (De Mercado Cocina & Bar) e prendiamo 2 Cervezas, Esparagos a la Plancha e Milhojas de pulpo davanti al Mercado Los Montenses, (sicuro c’ è di meglio a per uno spuntino va più che bene). Per il caffè ed il dolcetto ci spostiamo verso la parte più carina di Malasana, dove troviamo un locale (il “QUEQUEN”) che sarebbe stato perfetto, anche, per lo spuntino con le sue torte salate(pazienza).
Torniamo in albergo in metro. Riposo di un paio d’ore.
Alle 18.30 circa, tramite il bus 45 (sempre da Plaza Legapzi) arriviamo davanti al Museo del Prado che dalle 18 alle 20 è visitabile, gratuitamente, (ma bisogna arrivare almeno 30/45 minuti prima perchè la fila è lunga).
Consci che gli appassionati d’arte opereranno diversamente, (ma forse il museo potrebbe essere meno dispersivo ed un pò più chiaro… nelle indicazioni) alla fine della visita riprendiamo il bus 45 verso l’albergo per prepararci per la serata.
Madrid resta pur sempre rinomata per la movida notturna!
E, dunque, si esce tardi dall’albergo per andare a cena a Plaza de Santa Ana, in un posto trovato per caso ma dove mangiamo benissimo: “La Chulana”, che offre un’ottima Sangria ed il tipico piatto madrileno, Callos Madrilena (la trippa madrilena), un particolare e buonissimo Torrezno Iberico (meno pesante di quello che può sembrare a prima vista…lo finirete tranquilli) ed un buonissimo Solomillo con Cebolla e formaggio tipo Brie e 2 caffè, tutto per un conto di Euro 38,50, pagati alle 00:15…ci siamo calati nella realtà della città!
La serata continua alla Huertas in uno dei tantissimi locali tra due salti al ritmo di musica ed un cocktail. Alle 2 siamo abbastanza stanchi. Passeggiata, taxi (dalla Huertas con 8 euro siamo in albergo) e a nanna.
2 giorno: Svegliati, con molta calma, non abbiamo dubbi, prima di partire per la gita a Toledo, la colazione oggi (anche se ci sembra di essere arrivati da 3/ 4 giorni…) la facciamo alla “Mallorquina”, bar storico e famoso a Madrid, proprio davanti alla uscita della metro SOL. Non ci facciamo scoraggiare dalla fila e dalla moltitudine di persone che si accalcano al bancone, perchè il servizio è veloce. In alternativa si può prendere il numeretto e attendere che un cameriere ci accompagni nella sala superiore per servirci al tavolo (ma a noi non interessa…il bancone è perfetto).
A stomaco pieno (sono già le 11:30), commettiamo l’errore di recarci alla stazione dei treni, Puerta de Athocha, per prendere il primo treno disponibile (on line sembravano tutti disponibili) per arrivare a Toledo. Ma in realtà sono tutti pieni sino alle 14:10. Poco male perchè a parte il fatto che troveremo una soluzione migliore (il bus) abbiamo visto una stazione bellissima….all’interno sembra di stare in un parco verde del sud america.
A passo svelto ritorniamo a prendere la metro direzione Plaza Eliptica da dove parte il Bus della compagnia ALSA per Toledo.
N.B. qui va aperto un rapido capitolo a parte: per andare a Toledo è, indubbiamente, il comodissimo il Bus (impiega minuti ed è la scelta migliore), ne parte uno ogni 10 minuti costa 10 euro a/r e vale per ogni corsa (quindi se si perde un bus si può prendere, con il medesimo biglietto, quello dopo) ed il capolinea è vicinissimo, a piedi, al centro di Toledo. Stessa cosa per il ritorno. Il treno, invece, costa 22 euro a/r ne parte uno ogni ora e lascia più di un Km dal centro. Il paragone non regge proprio. Aggiungiamoci, poi, che alla fermata Plaza Eliptica c’è proprio il box dove fare, rapidamente, i biglietti andata e ritorno.
TOLEDO: si visita, chiaramente, tutta a piedi tra qualche salita e discesa.
Passando sotto l’Arco de la Sangre con la statua di Cervantes, per la Cattedrale, per Plaza de La Padilla, per le piccolissime terme romane gratuite, per Plaza San Juan de los Reyes. Vicino la Iglesia S.maria La Blanca vi è un punto panoramico niente male.
Pranziamo a “La Campana”, con 2 sostanziosi piatti di Carcamusas (stufato di carne di maiale e patate in salsa di pomodoro), piatto molto buono tipico di Toledo che impiegheremo un pò a digerire ed una discreta tarta di queso “casera” (fatta in casa), tutto per euro 23,20.
Altro giro per Toledo e passeggiata bellissima intono alle mura, costeggiando il fiume Tago, per riprendere il Bus.
Tornati in albergo a Madrid, dopo qualche ora di riposo, usciamo (sempre non prima delle 21/21.30) per la serata ed andiamo a Malasana, il quartiere che gusta a Manu Chao: E’ da molti definito il quartiere tipico della movida madrilena, ma a noi è piaciuto di più Huertas (per la notte intendo), ma è giusto così… i posti ed i gusti sono soggettivi (comunque i locali non mancano di certo)!
3°giorno: ottima colazione in quella che a Madrid è un’ istituzione: la “Chocolateria San Gines” (sempre metro fermata SOL e poi a destra per (Calle Arenal e dopo 300 metri a sinistra Plazuela de San Gines. Qui Churros, Porras e cioccolato sono eccezionali e croccanti. Non ci facciamo spaventare dalla fila che va fatta solo se si vuole un tavolo, mentre mangiare nei vari banconi davanti alle foto dei personaggi famosi è rapido e molto carino.
Prendiamo la metro “Opera” a Plaza Isabel II e scendiamo a “Latina” per iniziare il giro del grandissimo ed imperdibile mercato della domenica mattina: EL RASTRO. C’è di tutto, ma per gli amanti del pellame è una sorta di paradiso a ottimo prezzo.
Riprendiamo la metro Embajadores per tornare in albergo a riprendere le valigie e via all’aeroporto (linea 6 Nuevo Ministerios – linea Aeropuerto, bisogna integrare il biglietto, ma il costo lo calcola la macchinetta automatica)
Si torna a casa!
La “Città che muore” è il soprannome di questo suggestivo Borgo che vale la pena visitare.
Ad un’ora e mezza circa d’auto da Roma tra il lago di Bolsena ed la Valle del Tevere si trova Civita, piccola frazione del Comune di Bagnoregio, abitata da 16 persone, ma non mancano, assolutamente, bar e ristoranti per accogliere i turisti in visita da tutto il mondo (abbiamo incontrato, francesi, spagnoli tedeschi, americani).
Si arriva all’interno del Borgo lasciando l’auto o la moto nel parcheggio a pagamento (costo 2 euro l’ora), per il quale è importante munirsi prima di soldi spicci, in quanto Bancomat e carta di credito sono solo, teoricamente, accettate.
Dopo 5 minuti a piedi, passando per i giardini si arriva al botteghino d’ingresso, ove va pagato il biglietto per entrare (Civita non è gratis e si paga 3€ i giorni feriali 5€ i festivi, anche qui no bancomat).
Il Borgo si gira, comodamente, a piedi e si arriva, facilmente,alla Chiesa di San Donato oppure ai punti da dove poter ammirare l’erosione della montagna che, obiettivamente, regala un suggestivo panorama, fino ad arrivare al Tunnelscavato nella roccia, costruito per consentire il passaggio delle carrozze.
Non possiamo non fermarci nel carinissimo “Arco del Gusto”, una paninoteca/focacceria/salumeria, ove mangiare una delle deliziose focacce del posto, ed anche la ricotta a gelato in vari gusti. Per il caffè ed il Vinsanto ci spostiamo al vicino “Bar della Piazzetta”.
Per chi preferisce sedersi al ristorante e gustare un piatto di pasta carne etc, tranquilli ci sono ristoranti molto carini, dove mangiare anche tra i vicoli e nelle piazzette.
Altra passeggiata, giusto il tempo per entrate nell’ “Acqua di Civita“, negozio dove acquistare i prodotti di bellezza.
L’Australia è uno dei paesi più grandi del Mondo. Non ha una storia fitta ed intensa come tanti altri ma ha una natura selvaggia autentica e indisturbata.
Non bisogna immaginarsi parchi organizzati, animali in gabbia e vallate popolate di animali al pascolo; il popolo australiano è abituato a vivere in simbiosi con il proprio ambiente e dunque non ci si deve meravigliare di avvisi e cartelli che con “nonchalance” indicano la presenza di quel tipo di serpente mortale oppure la presenza di squali oppure canguri oppure opossum…..E’ normale!
Non bisogna immaginarsi paesi e borghi con centri storici come in Italia o in Europa. Molte cittadine si sviluppano, addirittura, ai lati delle strade (da una lato della via una farmacia mentre dall’altra l’ufficio postale), quindi i paesi si attraversano mentre si percorre la strada in auto e se si è distratti non ce se ne accorge nemmeno. Ho visto o anche solo attraversato tantissimi luoghi ma di molti ho solo un appunto, una foto, un breve commento ma hanno, comunque, fatto parte del percorso seguito.
Non bisogna immaginarsi carreggiate o percorsi usuali e scontati ma strade, veramente, belle. A tratti sembra di essere in un sogno con luci e colori di una natura selvaggia anche un pò inquietante ma che, poi improvvisamente, sembra trasformarsi in una favola rassicurante.
Alla fine ho avuto sensazioni contrastanti. Ho avuto tante aspettative prima di partire; ho vissuto il tour convinto di rimanere ogni istante a bocca aperta, influenzato, probabilmente, dal costo complessivo del viaggio; sono rimasto, apparentemente, un pò deluso alla fine del viaggio.
Ma, poi, come sempre accade, dopo un pò di tempo riflettendo e rivedendo le foto ho pensato: “l’Australia non va immaginata, ma vissuta, intensamente, per quello che è veramente, selvaggia e sincera”
Non si va nel Regno Unito per un tour enogastronomico, nè per una bella vacanza di mare, nè tanto meno per i locali e per la vita notturna (salvo Londra chiaramente). Di sicuro queste non sono le caratteristiche del sud-ovest, dove, invece, domina il verde dei pascoli e le maestoso scogliere a picco sul mare ma sopratutto la calma e la pacatezza del popolo britannico, forse un pò più snob man mano che ci si avvicina alle zone “IN” (Cornovaglia ad esempio).
Il sud-ovest del Regno Unito è un esempio di paesaggio coerente, costante, nel senso che non si vivono momenti di alti e bassi; non si hanno picchi di meraviglia contrapposte a delusioni più o meno forti, ma si ha sempre la sensazione di essere in un ambiente sempre suggestivo e rassicurante, dominato dalla natura calda ed accogliente.
Questa sensazione, accompagnata, alla pacatezza del popolo che vive questi luoghi (non si sentono mai urla, toni alti e chiassosi) rende il tutto rilassante e quasi familiare; si attraversano posti incantevoli ed a volte isolati (Boscastle, Land’s End, Lizard Point, il Miniach Theatre di Portchurno, ad esempio), si può respirare la grandezza della storia (a Bath ci sono le terme romane meglio conservate al mondo), ma, comunque, sempre in un equilibrio che, quasi, prepara allo stupore e non stupisce all’improvviso.
La coerenza, l’abitudine e la tranquillità non sono, automaticamente, sinonimo di noia, soprattutto se ci si lascia cullare da quello che la natura, solo, è in grado di trasmettere, se si ha la pazienza di osservarla.
Città e posti attraversati, visti, visitati: Stonehenge – Bath – Wells – Glastonbury – Dunster – Porlock – Ilfracombe – Inizio Cornovaglia: Boscastle – Tintagel – Land’s End – Portchurno – Falmouth – Marazion St Michael’s Mount – Lizard Point – Tavistock – Dartmoor National Park – Two Bridges – Totnes – Brixman – Jurassic Coast – West Bay – Abbotsbury – Weymouth – Durdle Door – Lulworth – Corfe Castle – Swanage
In breve: – Viaggio in 2 persone. – Aereo Roma – Londra Stansted / Londra Stansted / Roma. – Noleggiata auto il 9 mattina ore 9.30 Londra Stansted aeroporto e riconsegnata auto il 16 mattina ore 9.30 a Londra Stansted aeroporto. – Km percorsi: 1800 circa – Spesa totale: Euro 1.000,00 a persona – Salvo prima ed ultima notte, abbiamo prenotato tutte le altre durante il tour (abbiamo trovato serie difficoltà solo la notte del 11 dopo la visita a Tintagel), e ritenendo troppo soggettivo l’aspetto legato al pernotto (capacità di adattamento, comodità ed aspetti vari), non troverete particolari riferimenti delle strutture (salvo casi eccezionali ovviamente).
9 agosto : Stonehenge – Bath – Wells. STONEHENGE Partenza da Roma Fiumicino arrivo Londra Stansted e ritirata all’aeroporto la macchina noleggiata con Europcar si inizia il Tour con la prima tappaStonehenge. Intanto, ciliegie grandi e delizioselungo la strada, ampissimo parcheggio (gratuito se si sono, saggiamente, acquistati in anticipo i biglietti on line:(www.english-heritage.org.uk/visit/stonehenge) e mini-pulman che conduce sino al famoso sito archeologico. Il mistero ed il fascino di questi monoliti è indiscusso e millenario. Ma a, mio avviso, molto caricato e un poco deludente dal vivo. Ho capito perchè viene consigliata la passeggiata al tramonto: deduco l’atmosfera lo renda molto più affascinante e spettacolare di quello che realmente è. Vedrò cose molto più emozionanti.
BATH Ripartiti da Stonehenge arriviamo qui aBathe troviamo una città bella ed interessante , in cui, vale la pena fare una lunga passeggiata passando per i giardini che ricordanoJane Austensino ad arrivare al centro, dove l’Abbazia goticadomina la piazza. Si respira l’aria dell’antica Roma, sicuramente grazie ad un “piccolissimo” particolare: qui (proprio vicino all’Abbazia) ci sono leterme romane (Roman Baths) meglio conservate in tutto il mondo! Si può vedere la vasca grande principale e tutto il percorso termale dell’epoca. Un vero spettacolo! Una visita imperdibile in cui si torna, veramente, indietro nel tempo.
WELLS E’ una città sorniona che appare un po’ deserta (ma è la norma nel Regno Unito dopo le ore 18/19) ma che nasconde un Cattedrale Goticamolto bella ed imponente che domina i giardini centrali. Dormiamo a Wookie Holy (ma non visiteremo le grotte. Attrazione qui molto in voga per chi ha bambini)
10 agosto:Glastonbury – Dunster – Porlock – Lynmouth – Ilfracombe. GLASTONBURY – CASTELLO DI DUNSTER A GLASTONBURY facciamo un’ottima colazione, improvvisata su una panchina, con le buonissime paste rigorosamente al burro (e finalmente non con la margarina), e poi ci incamminiamo diritti verso la TOR, che domina la città sopra una incantevole collina, facilmente raggiungibile a piedi in 15 minuti. E’ bello vederela Torre avvicinarsi, mentre la si raggiunge, ed è molto bello, arrivati, ammirare dall’alto un panorama a 360°gradi che abbraccia tutta la città. Ci rimettiamo in macchina, percorrendo la fantastica A39, per pranzare nei giardini, elegantemente allestiti, (ma nel Regno Unito è prassi) ai piedi del CASTELLO DI DUNSTER, (con i Cornish Pastycomprati nel medesimo forno della colazione) bello visto da fuori, ma, decidiamo di non visitarlo dentro perché, in tutta sincerità, di castelli ne abbiamo visti veramente tanti nei nostri viaggi (ovviamente l’ingresso è a pagamento).
PORLOCK Dunque, a stomaco pieno proseguiamo percorrendo le bellissime strade alberate che ci accompagneranno per tutto il viaggio (le strade sono stupende) e decidiamo di deviare a sorpresa e, dunque casualmente, per PORLOCK, piccolo paesino tenuto in modo impeccabile. Passeggiamo per le vie e ci fermiamo in una tipica TEAROOM (Whortleberry Tearoom), in perfetto stile inglese, per assaggiare il famigerato Cream Tea la vera punta di diamante di queste zone. “Merenda” buona e gustosa, va ordinata una porzione e divisa.
ILFRACOMBE Passando per le bellissime colline dove si incontrano pecore, mucche e cavalli che pascolano liberamente, attraversiamo Lynmouth (che, forse, meriterebbe un sosta) ed arriviamo ad ILFRACOMBE (dove pernotteremo in un B&B), città particolare e abbastanza viva (sino alle 19 ovviamente), che si sviluppa su due piani paralleli: in basso si trova il mare sovrastato da una scogliera (nè troppo piccola nè troppo grande), con il suo viale che conduce sino al porto dominato dalla bella e particolare Verity (rappresentazione della verità e della giustizia), la Statua di Damien Hirst, che riproduce una donna incinta che brandisce una spada sopra al propria testa. Più in alto, invece, si può camminare per le vie del centro (che conducono, comunque, anch’esse al porto). Ceniamo con ottima carne e buonissimo trittico di salsicce del posto, in un bel locale del porto (Smugglers Restaurant).
BOSCASTLE (inizio Cornovaglia) – TINTAGEL Dopo una breve sosta nei pressi di Camelford ci fermiamo per un pranzare nella HilltopFarm Shop, dove, a fronte di un pasto normale beviamo un vino rosso al calice, della Cornovaglia dal sapore, inaspettatamente, buono e particolare (Hilltop House Wine- Locally made by Cornish Moorland Wines), come immersi in una fiaba per raggiungere un vero e proprio gioiellino: Boscastle.
Si può lasciare l’automobile nell’ampio parcheggio a pagamento, per ammirare questo incantevole paesino colpito nel 2014 da una fortissima alluvione. Il canale che divide in due parti la strada che, attraversata da un grazioso ponticello, conduce alle grandi scogliere, rende il luogo quasi magico. In effetti ci aspettiamo da un momento all’altro che appaia un cavaliere a cavallo con la sua spada! Boscastle rappresenta il classico esempio di come anche una piccola località possa suscitare un’emozione pur non avendo il blasone e l’imponenza delle grandi città più conosciute. Ripartiamo.
Ed arriviamo a TINTAGEL, degna compagna di Boscastle ma più famosa (e turistica), perchè da molti indicata come la patria di Re Artù, cosa storicamente già ampiamente smentita. Ad ogni modo, il borgo è tutto sommato carino (molto turistico) e dalle rovine del Castello, che abbiamo visto facendoci un passeggiata, che richiede comunque tempo, oltre alle solite, ma sempre belle, grandi scogliere c’è unpanorama niente male. In cima si incontra anche la statua di Re Artù, che in effetti (forse grazie al condizionamento psicologico) un pochino di suggestione ce l’ ha creata. Dormiamo a Redruth al Penventon Park Hotel. (L’unica giornata in cui abbiamo trovato serie difficoltà a trovare un alloggio a prezzi decenti)
12 agosto: Land’s End – Portchurno – Falmouth LAND’S END Arriviamo a Land’s End (attraversando Penzance), tra case e verdi prati e qui (ed a Lizard Point) la Cornovaglia si manifesta in tutta la sua essenza. Per chi è appassionato, parliamo dei luoghi in cui è stato girato il film di Carlo Verdone con Margherita Buy, “Maledetto il Giorno che t’ho incontrato”. L’ingresso è in stileparco giochi ma, non ci lasciamo influenzare, e proseguiamo dentro sino alle stupende scogliere. Camminiamo (ci vogliono, almeno, scarpe da ginnastica). Si può, infatti, andare avanti per ore sino ad arrivare alle punte estreme. Non a caso moltissimi inglesi vengono in questi posti per trascorrere le loro vacanze. Per questo posto, in particolare, possono parlare solo le foto (come sempre le trovate tutte nella sezione VIF).
13 agosto: Marazion St Michael’s Mount – Lizard Point (fine Cornovaglia) – Tavistock – Dartmoor National Park – Two Bridges MARAZION – ST MICHAEL’S MOUNT E dunque,il percorsocontinua sino a Marazion, dove si può vedere l’isolotto diSt Michael’s Mount.Arriviamo qui forti della curiosità per la similitudine legata al nome (diverso, ma che lo ricorda indubbiamente) ed alla struttura con la “Mont Saint-Michel “della Normandia, ma….le somiglianze sono sono teoriche (troppo bella quella francese). Qui ci potrebbe limitare adosservarla da lontanoe se le condizioni lo consentono a raggiungerla a piedi tramite lapasserella nascosta dal mare. Questa volta decidiamo di vedere ilCastellosopra l’isola, perché ci viene il dubbio possa condurci in posti nascosti….sbagliamo scelta (capita) ma il tour è bello anche per questo. Almeno lavista dall’altoci consola un poco.Carina e turisticaMarazion.
LIZARD POINT- Fine Cornovaglia Proseguiamo e raggiungiamo Lizard Point che costituisce l’accoppiata perfetta con Land’s End, con le sue scogliere a picco sul mare e ci facciamo una passeggiata per la quale forse è poco un giorno intero. Sempre bella la strada per arrivare. Anche qui il verde domina tutta la zona. Veramente un posto che ci ha dato un forte senso di pace. Si può pranzare i uno dei bar- ristoranti presenti con una vista bellissima. Anche qui le foto spiegano meglio delle parole (vedi VIF).
TAVISTOCK – DARTMOOR NATIONAL PARK – TWO BRIDGES Percorrendo la A30 con le sue bellissime “gallerie naturali di siepi ed alberi“ ci fermiamo a Tavistock qui per un caffè (almeno l’odore è quello… ma sappiamo all’estero cosa aspettarci) ma è domenica e la città e la sua nota Market Street sono deserte. Peccato! Passeggiata rapida e via. Attraversiamo ilDARTMOOR NATIONAL PARK,percorrendokm lungo distese di verdi prati con mucchee capre, al libero pascolo. Anche qui la strada è bellissima, come in una favola, e si incontrando paesini in cui gli hotel fungono anche da locali ove fermarsi anche per bere qualcosa. Come ad esempio a TWO BRIDGE presso l’omonino Hotelper una pausa condita con un golosissimo cream tea, in compagnia dellepaperedel posto. Ci rimettiamo in marcia attraversando, appunto, gli antichissimi ponti per dirigerci in Albergo a Plymouth dove abbiamo prenotato all’ ultimo momento ad ottimo prezzo (59 sterline pari a circa 65 Euro una doppia) l’Ibis (sempre un garanzia per chi viaggia in questo modo).
14 agosto: Totnes- Brixam
TOTNES Parcheggiata l’automobile in uno dei parcheggi Long Stay (lunga sosta),entriamo nel Centrodel paese a piedi e subito dopo pochi metri sulla destra ci fermiamo per una buonissimacolazionein un forno, ovvero, dentrola tipica e fornitissimaOld Bakery. Dunque,Totnes è molto carina e, con la sua via con tutti negozi ecologici ed a km 0, è infatti, stata la prima città del Regno Unito ad adottare la filosofia biologica e naturalista. La definirei una città alternativa. In effetti non troviamo negozi made in China…..ANZI. Passeggiamo per il grazioso Centro Storico con ilCastello che ci guarda dall’ alto ed arriviamo sino al piccolo, ma bel, porto con le barchette in fila indiana. Pranziamo, ritornando al Centro, nel Wine-bar RUMOUR(locale molto carino gestito da una giovanissima e gentilissima ragazza) mangiando un Big Plate (il grande piatto unico) “a Km zero” una carne squisita frollata 28 giorni con patate fritte con la buccia, sempre del luogo, e bevendo un rosso del Sud Africa buonissimo da 14,5% (Shiraz Mourvèdre 2015 – Fire Flower), concludendo con un dolce, eccezionale a base di cioccolato noci ed arancia. Indubbiamente, il pasto migliore del tour! Tutto per circa 30 Euro a persona. Ripartiamo direzione….decidiamo… Brixam!
BRIXAM Paese di pescatori con un portomolto carino. Ottimo posto per una bella frittura di pesce. Vista la nave Golden Hind, il galeone famoso per aver circumnavigato il pianeta e fatta un bellapasseggiata il posto a non offre di più dopo le 17. Oggi può sembrare di aver visitato pochi luoghi, ma, sappiamo che nei tour i giorni non sono tutti uguali e comunque, in realtà, la strada per raggiungerli è stata, anch’essa, una sorta di “luogo goduto e visitato”. Dormiamo ad un’oretta di distanza a Yeovil al The Terrace Lodge Hotel.
15 agosto: Jurassic Coast: West Bay – Abbotsbury – Weymouth – Durdle Door – Lulworth – Corfe Castle – Swanage JURASSIC COAST Finiamo il tour con un tuffo nella preistoria. Patrimonio Unesco,questa costa documenta 180 anni di storia geologica. La parentesi “paleontologica” prende come punto di partenzaWest Bay,paesino di pescatori, dove facciamocolazionenellaBakery locale, proprio di fronte al porto, per poi dirigerci lungo la lunga spiaggia sovrastata da un imponente e dominantemuraglia di roccia.Proseguiamo per alcuni Km sino aWeitmouth,che ci appare come una sorta di piccola Rimini (chiaramente in stile inglese) e dalla quale salendo sullaSkyline,osserviamo il tutto dall’ alto. Con il senno di poi, tappa evitabile. Ripartiamo e, passando perAbbotsbury,dove si potrebbe (noi decliniamo) entrare per visitare lariserva dei cigni,ci dirigiamo verso Lulworth, dove, invece, ci fermiamo (facendo la scelta giusta). Qui, prima scendiamo a piedi verso laDurdle Door,un arco naturale di roccia, niente male, e poi percorrendoil sentiero all’ apertofacciamo una bellissima passeggiata versoLulworth Cove,(dove si può arrivare anche con la strada normale in macchina) per mangiare qualcosa in uno dei locali presenti. Chiudiamo la giornata nella Jurassic Coast conSwanage, passando perCorfe Castle. Dormiamo a Manuden, vicino all’aeroporto. Tour finito, domani si torna a casa.