Una giornata a….Calcata(VT)

A poco più di un’ ora di macchina da Roma, si trova il Borgo antico di “Calcata”, definito il Borgo degli artisti, per le botteghe ed i negozi di personaggi che un tempo si sarebbero definiti “alternativi” (temine che a me proprio non piace)
Abitata da circa 900 persone è arroccata su di una montagna di tufo e domina la verde valle del fiume Treja e vi si può accedere dall’unica porta che conduce al centro storico, considerato da molti un vero e proprio salto indietro nel tempo.
A mio parere, rispetto a qualche anno fa si nota un poco più di trascuratezza e disorganizzazione, che per alcuni, però, potrebbe aumentare il fascino ed il mistero di questo posto.E’ possibile fermarsi per un pranzo o per un cena in uno dei locali presenti(non sono più tanti).
Fate attenzione molte persone si sono lamentata perchè hanno pagato il parcheggio e l’ingresso. A me non è successo, ma a questo punto deduco solo per uno strano colpo di fortuna.
Non serve un a giornata per visitarla, ma bastano poche ore in completo relax.

Tutte le foto di Calcata:

Polonia….consigli per un tour!

Forse perché mi aspettavo di più, forse perché dopo i tanti chilometri percorsi, pensavo mi rimanesse addosso di più di questo viaggio, forse perché vedendo la Polonia in automobile speravo, in cuor mio, che i collegamenti fossero un pò più pratici di come avevo studiato e che il traffico ed i tantissimi lavori in corso non impattassero in modo così netto nel tour (2400 Km in 9 giorni non proporzionati ai posti visti e visitati).
A prescindere dalle risposte (che come in tutti i viaggi arriveranno ripensandoli nel tempo, voglio scrivere questo articolo per dare i miei consigli di viaggio a chi pensa di intraprendere la visita di questo paese che io credo possa regalare sensazioni forti con il giusto ma più “breve” itinerario (5,6 giorni).
Partiamo: riuscire ad atterrare a Danzica (o comunque lì vicino), consentirebbe di trovarsi a pochi Km dallo Slowinki National Park, che merita senza alcun dubbio una visita non sbrigativa ovviamente.

Dune
Dune

Da lì si può ripartire per Torun (da molti definita come al città più Gotica della Polonia) e visitare anche Gniezno (molto carina) e Poznan e la sua Rynek (piazza del Mercato).

Torun (13)
Rovine del Castello di Torun
Gniezno (11)
Gniezno
Poznan (2)
Poznan

La visita a Breslavia con i suoi Gnomi potrebbe essere la tappa precedente ad Auschwitz e Birknau dove vi soffermerete per tutta la mattinata per un’esperienza impossibile da dimenticare.

Breslavia (Wroclaw) (13)
Breslavia
Breslavia (Wroclaw) (20)
i famosi gnomi di Breslavia
Birknau
Birknau

Da non perdere, poi, Castello di Krzyztopor a Ujazd (i resti del castello più bizzarro della Polonia, ideato seguendo la struttura del calendario: 4 torri come le stagioni, 12 sale come i mesi, 52 camere come le settimane e 365 finestre come i giorni), per poi chiudere a Varsavia, (la città meno polacca della Polonia), tra i suoi vicoli, la sua voglia di divertirsi e il gustosissimo Gofry a la Babelki.

Castello di Krzyztopor
Castello di Krzyztopor
Castello di Krzyztopor (12)
Giardini Castello di Krzyztopor
Varsavia (33)
Varsavia

Ecco 5, 6 giorni seguendo queste tappe, tra pierogi, kluski, torte di mele, birra fresca e vodka alla mela cotogna (e dando una letta al mio viaggio nel dettaglio –VND Polonia – per i dettagli…eheh), potrebbe regalare una Polonia inaspettata e lasciare alla fine del viaggio quel senso di appagamento che rende il ricordo dei posti, forse, addirittura un pò nostalgico.

 


Buon Viaggio a tutti!

VND – POLONIA

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Slowinski National Park – Le Dune Naturali

Date di Viaggio 10/08/2018 – 19/08/2018

Città e posti attraversati, visti, visitati: Castello di Malbork – Danzica – Slowhisky National Park – Reda – Bydgoszcz – Torun – Gniezno – Poznan – Breslavia (Wroclaw) – Auschwitz e Birknau – Zakopane – Cracovia – Zalipie – Sandomierz – Castello di Krzyztopor a Ujazd – Campo di Concentramento di Majdanek – Varsavia.


In breve:
– Viaggio in 2 persone.
– Aereo Roma – Varsavia aeroporto Chopin a/r
– Noleggiata auto il 10 mattina ore 12.00 all’aeroporto e riconsegnata auto il 19 mattina ore 10.30 sempre all’aeroporto.
– Km percorsi: 2.424
– Spesa totale: Euro 950 a persona
– Salvo la prima notte del 10 e la prima del 14 a Zakopane, abbiamo prenotato tutte le altre durante il tour (senza la minima difficoltà), e ritenendo troppo soggettivo l’aspetto legato al pernotto (capacità di adattamento, comodità ed aspetti vari), non troverete particolari riferimenti delle strutture (salvo casi eccezionali ovviamente).
– Tenete presente che la Polonia è molto economica e si può mangiare e dormire veramente con pochi Euro.


10 agosto: Castello di Malbork – Danzica
Atterrati a Varsavia alle 11:30, ritiriamo l’auto e si parte verso MALBORK, dove arriviamo alle 17.30, previa sosta presso in una sorta di trattoria (dentro l’area di servizio “ORLEN”, che troveremo in tutto il tour), dove mangiamo i primi “Pierogi che la proprietaria sta preparando al momento…niente male!
Visitiamo da fuori il Castello, poichè chiudendo alle 19 ed essendo molto grande, avrebbe richiesto, quanto meno, una visita con più relax e visto che di castelli ne abbiamo visti, veramente tanti, nella nostra vita, optiamo per un giro esterno che evidenzia, comunque, una struttura indubbiamente imponente (parliamo sempre dell’edifico in mattoni più grande mai costruito dall’uomo).
Risaliti in auto dopo un’altra ora di viaggio arriviamo a DANZICA, (dove ci fermiamo per la notte) vestita a sera, dove passeggiamo e ceniamo  in uno dei tanti locali sulla piazza.


11 agosto: Danzica – Reda – Slowhisky National Park – Bydgoszcz
Ripartiamo da Danzica in direzione Slowinski National Park e ci fermiamo a REDA ma solo per la colazione in una Cukiernia (pasticceria), molto….locale e gustosa.
Percorriamo la bellissima strada secondaria 213, ricca di alberi e vegetazione e giungiamo, finalmente, allo Slowinski Park Narodowy.
Entriamo da LEBA ed ammiriamo le incredibili Dune naturali, che il Mar Baltico ha creato e ancora crea “divorando” la foresta e la sensazione che ci regalano è un surreale, sembra di essere nel deserto.
Ci sono diversi modi per accedervi dall’entrata principale: si può andare a piedi (5 km), oppure noleggiando in loco le biciclette, oppure tramite i trenini elettrici da circa 15/20 posti (i costi sono irrisori).
Noi optiamo per il trenino all’andata, non sapendo che il ritorno sarà ben diverso.
Infatti, nel bel mezzo della “camminata nel deserto”, si alza improvvisamente un vento fortissimo e le nuvole cattivissime coprono il cielo generando un vero e proprio diluvio inarrestabile, che abbasserà anche la temperatura bruscamente.
Scopriamo, allora, che ritornare su con il trenino è, praticamente, impossibile, poichè l’organizzazione non è il massimo qui (in generale ne è carente la Polonia proprio) e per riportare indietro tutte le persone (parliamo di centinaia ovviamente) richiederà ore.
Decidiamo di tornare a piedi (5 km), lungo il sentiero (non pericoloso) che costeggia il bosco, sotto la pioggia incessante che non smette mai di cadere. Esperienza che ricorderemo a lungo….anche questo fa parte del tour!
Per fortuna, la mattina, ci eravamo fatti preparare due ottimi panini con formaggio e salumi locali, proprio in un alimentari del posto a Leba, (alla modifica cifra di Euro 0,93), consapevoli che non avremmo trovato chioschi o bar sulla spiaggia.
Ci siamo asciugati abbiamo ripreso la macchina e percorrendo la bellissima strada secondaria A21 che poi incrocia la stupenda A25 siamo arrivati a Bydgoszcz, dove ceniamo nel cocktail/bar “XOXO”, bevendo un buonissimo Lynchburg Lemonade  e mangiando un buon polpo misto con peperoni, verdure, cipolla e riso nero ed un salmone  con patate novelle ed insalata.

Ci rendiamo conto che in questi due giorni non abbiamo visto molte cose; questo perchè in Polonia i collegamenti sono pochi e ci sono tantissimi lavori in corso, ma, le strade che abbiamo attraversato si qui (A21, A23, 213) sono state bellissime e sembrava di essere dentro una fiaba.


12 agosto. Torun -Gniezno-Poznan
Dopo la ricca colazione internazionale dell’albergo (poiché in città era tutto chiuso alle 8), ripartiamo e dopo circa 50 minuti, arriviamo a TORUN  e, parcheggiata gratis l’auto, (oggi è domenica e non si paga) andiamo a spasso per il Borgo.
Torun (città natale di Niccolò Copernico e patria dello zenzero a cui è dedicato un museo) è carina e non si può non visitare la parte delle Rovine del Castello, sito archeologico patrimonio dell’UNESCO, la sua fontana con le rane di bronzo e farsi, perchè no, una bella birra fresca (a proposito la birra polacca è veramente buona… TYSKIE oppure ZYWIEC oppure la LECK) sulla Vistola (il fiume più lungo dela Polonia) in uno dei locali galleggianti e ripartire (una birra piccola costa l’equivalente di € 1,40).
Noi a pranzo ci siamo fermati in un locale lungo la strada e poi ci siamo diretti verso GNIEZNO, città molto carina, che sembra quasi un paese di montagna, con una grande cattedrale, dall’alto della quale si ha una buona vista.
Proseguiamo per POZNAN, dove passeggiamo liberamente nella sua affascinante piazza del vecchio mercato.
Per cenare scopriamo un locale mai visto in Europa: il Whiskey in Jar, e devo dire….. ottimo l’ hamburger e ottimo il salmone alla griglia, con una vasta scelta di cocktail a base di whiskey, ovviamente.


13 agosto: Breslavia (Wroclaw)- Tychy
Siamo partiti in direzione BRESLAVIA (Wroclaw) dove ci fermiamo tutto il pomeriggio.
Infatti, oggi abbiamo trovato molto traffico ed avendo impiegato molto per arrivare, preferiamo rilassarci un pò.
Passeggiando per la città incontriamo i famosi Gnomi (simbolo della lotta della vecchia lotta per la libertà), che spuntano quando meno te lo aspetti.
Anche qui non manca la Cattedrale con vista dalla torre, tra le stradine interne molto carine e la piazza del mercato che ricorda un pò quella di Poznan. Ed addirittura (incredibile a dirsi) non manca il ponte con in lucchetti.
La testa però è, inevitabilmente, già a domani, giorno in cui non si può e non si deve ritardare.
Ripartiti verso Tychy, vicino Auschwitz, punto di appoggio, dove abbiamo l’albergo.


14 e 15 agosto: Auschwitz e Birknau – Zator – Zakopane
È il giorno di AUSCHWITZ e BIRKNAU (è l’unica tappa prevista senza se e senza ma, acquistato il biglietto on line dall Italia), mentre lo scrivo un pò mi dispiace e infastidisce dire che, forse, è l´esperienza che più lascerà il segno nel tour (questo dice molto della mia impressione generale della Polonia).
Niente foto e solo un commento: bisogna andarci.
Ci rimettiamo in viaggio verso l’ora di pranzo e dopo aver un pò “smaltito”, mentalmente, la visita, verso le 16 decidiamo di fermarci a ZATOR per mangiare, per poi proseguire verso Zakopane, dove staremo anche tutto domani.
A Zator mangiamo molto bene al ristorante “Mysliswka”: prendiamo zuppe, pierogi, e Placki (una sorta di gulasz), sempre pagando un conto basso.
Ripartiamo per ZAKOPANE dove arriviamo nel tardo pomeriggio (ma tanto ci fermeremo tutto domani).

La mattina di ferragosto facciamo un lunga passeggiata sino alla funivia che porta fin sulla vetta del “KASPROWY WIERZ“, una delle montagne più alte dei Monti Tatra.
Qui è possibile, avendo tempo (almeno 3 ore) effettuare escursioni di varie difficoltà, con percorsi segnalati e ben battuti., ma arrivare su in cima in cabina mostra un bel paesaggio.  Volendo su c’è anche un rifugio bar/tavola calda volendo mangiare o anche solo rifocillarsi con una birra oppure…una buona vodka.
Ritornati a valle rifacciamo a piedi il pezzo di strada verso l’auto e ci fermiamo per un assaggio del buonissimo formaggio di un contadino del posto, che salendo ci era sfuggito.
Mattinata rilassante e pranzo gustoso al Zapiecek a base di Pierogi e Carne d’anatra ed una buonissima torta di mele , bevendo birra, (sempre con un conto a meno di 15 euro a persona).
Passiamo tutta la giornata a Zakopane gironzolando per i vari stand allestiti per ferragosto e continuando a respirare un pò d’aria di montagna, il relax prevede anche un riposino in albergo e già si è fatta sera. Dormiamo anche stanotte a Zakopane.


16 agosto: Cracovia – Zalipie – Sandomierz
Si riparte in direzione CRACOVIA.
Proviamo, prima, a deviare per le miniere di sale a Wieliczka, ma la fila è lunghissima ed improponibile e noi non abbiamo potuto prenotare on line perché non sapevamo con certezza quando saremmo arrivati. Sul sito tutte le informazioni (https://www.minieradisalewieliczka.it).
A questo punto proseguiamo per il Centro di Cracovia, passeggiando ed attraversando il mercato dei tessuti (oggi ormai sfilata di bancarelle con souvenir per turisti) e la piazza del mercato dove pranziamo con i prodotti cucinati sul momento negli stand allestiti per la festa dei 100 anni dell’indipendenza (che bella fatalità). E le cose da mangiare  e da bere non mancano di certo!
Proseguiamo e, dopo una breve deviazione  presso il pittoresco villaggio di ZALIPIE, ci fermiamo per la sera/notte a SANDOMIERZ, piccola cittadina, ma molto carina e non frequentata da turisti, con la sua Rynek (piazza del mercato) che caratterizzata dalla sua pendenza, ci accoglie con limponente palazzo municipale che, obiettivamente, ha dato un senso a questa, improvvisata, tappa. Qui ceniamo e dormiamo.


17 agosto: Castello di Krzyztopor – Lublino – Campo di Majdanek
A 30 Km da Sandomierz, precisamente nel piccolo villaggio di UJAZD, scopriamo l’esistenza di un Castello tra i più strani e particolari che ci siano capitati nei vari tour: il Castello di KRZYZTOPOR (dopo tanti anni di viaggi confesso di essere un pò stanco di strutture apparentemente simili).
Ebbene, qui rimango abbastanza stupito; il Castello è visitato da pochissime persone ed addirittura è poco conosciuto dai polacchi stessi  (dato che scopriremo chiacchierando qua e là), sono rimaste le rovine (si può vedere però tutta la vera struttura), ma la sua imponenza è veramente suggestiva ed il fatto di poter camminare per i suoi giardini, per i sotteranei e sulle torri immaginando come fosse stato ideato dona un tocco di mistero e fascino non indifferenti, considerando, poi, il fatto che venne all’epoca commissionato dal Governatore “Ossolinki”, appasionato di magia ed esoterismo. Il Castello, infatti, ha la struttura del calendario (4 torri come le stagioni, 12 sale come i mesi, 52 camere come le settimane e 365 finestre come i giorni). Bella scoperta!
Ci spostiamo a LUBLINO. Vediamo la sua Rynek e dopo pranzo decidiamo di improvvisare una tappa al campo di concentramento vicino (4 km circa) di MAJDANEK, anche se dopo Auschwitz e Birknau potrebbe sembrare superfluo…ma in realtà non lo è mai. Questo campo, in verità, viene contato come sesto campo voluto da Hitler per l’Operazione “Reinhard”, primo stradio dell’Olocausto, e vi assicuro che si vede.
La sera siamo, ancora, a Lublino, dove dormiamo.


18 agosto: Varsavia
L’ultimo giorno lo dedichiamo a VARSAVIA. Come spesso succede le tappe sulle quali si hanno poche aspettative, diventano le più piacevoli.
Infatti, un pò stanco di visitare le capitali europee (non voglio fare come tanti che dicono che sembrano tute uguali…però…..diciamo che alla lunga negli anni possono un pò…stupire meno?), nei tour prediligo paesi, villaggi e borghi.
Ebbene, devo dire però che Varsavia è ben diversa dal resto della Polonia. Si respira un’atmosfera differente. Probabilmente, ragionandoci è anche, facilmente, spiegabile: città attraversata dalla storia e rasa a suolo, ha vissuto una rinascita forte.
Abbiamo deciso di dedicarci a mangiare e bere perchè…..perchè….perchè si!
Comunque, la Città Vecchia è bella e molto gradevole con la sua piazza centrale viva e vogliosa di vivere ma, anche, allo stesso tempo dedita al relax; lo si capisce, facilmente, osservando lAcquarium Club
Pranzo con zuppa e cotoletta in uno de tanti locali del centro e poi a spasso.
La passeggiata per le vie del centro storico è, veramente, gradevole e non ci si può sottrarre dal mangiare (come merenda pomeridiana) l’enorme e golosissimo GOFRY A LA BABELKI, presso una delle piccole gelaterie aperte “specializzate. e vi assicuro che quello VERO rispecchia la foto della pubblicità.
Dopo una bellissima chiaccherata con Cris e Tatiana, due simpaticissimi signori Polacchi, (fatalità grandi viaggiatori e accaniti amanti della “pedalata”), che ci raccontano un pò di Polonia…andiamo a fare un riposino in albergo (vicino all’aeroporto), ritorniamo al centro per un’inaspettata ottima cena.
Infatti, passeggiando per le vie ci imbattiamo nel KARMNIK, ristorante con prodotti polacchi veramente di qualità dove mangiamo: una squisita barbabietola croccante arrosto, un eccellente misto di formaggi, e i buonissimi gnocchi molto particolari (i famosi Kluski) e come dolce una delicatissima cheese cake a base di ricotta e pistacchio (con vaghi richiami alla cassata siciliana), tutto accompagnato dall’eccezionale  e nostro fedelissimo Lynchburg Lemonade (il cocktail migliore che ci sia e facilmente trovabile in Polonia). Il conto? sempre poco (tenuto presente che ci siamo bevuti 3 cocktail)!
Il viaggio è finito. Domani mattina si torna a casa.

VND – FRANCIA (Normandia e Loira)

 

Date di Viaggio 15/08/2016 – 22/08/2016

Città attraversate, viste, visitate: Rouen, Etretat, Caen, Courseulles sur mer, Arromanches, Omaha Beach, Mont Saint-Michel, Cancale, Angers, Villandry, Amboise, Cheverny, Chambord, Giverny, Vernon, Les Andelys, Lyon de la Foret, Beauvais.


In breve:
– Viaggio in 2 persone
– Partenza da Roma Ciampino con Ryan Air: Beauvais / Beauvais – Roma.
– Noleggiata auto a Beauvais aeroporto e riconsegnata a Beauvais Centro.
– Km percorsi: 1649

– Spesa totalissima: Euro 1.400,00 a persona
– Salvo prima ed ultima notte, abbiamo prenotato tutte le altre durante il tour e ritenendo troppo soggettivo l’aspetto legato al pernotto (capacità di adattamento, comodità ed aspetti vari), non troverete particolari riferimenti delle strutture (salvo casi eccezionali ovviamente).


1° giorno: Rouen – Etretat – Caen
ROUEN. 
Ritirata all’aeroporto la macchina noleggiata con Europcar si inizia il Tour con la prima tappa Rouen (proprio a pochi mesi dall’attentato) città carina ma a quanto pare la Domenica è tutto chiuso, tranne alcuni bar, in uno dei quali abbiamo approfittato per il primo gustoso aperitivo a base di formaggi e baguette sorseggiando un normale Bordeaux della casa. Passeggiamo un pò per il centro e poi ripartiamo.

ETRETAT. Tappa successiva Etretat dove non si può non ammirare la splendida scogliera, che rientra in una di quelle cose che a distanza di tempo fanno ricordare il viaggio. Parcheggiata l’auto vicino alla spiaggia, ci accoglie un lungo mare con alcuni bar e ristoranti, saliamo camminando accompagnati da una buona dose di vento, fino ad arrivare in cima per ammirare un panorama veramente suggestivo.

CAEN. Lasciamo Etretat con un senso di appagatezza e maestosità allo stesso tempo, direzione Caen, dove pernottiamo, ma qui siamo solo di passaggio e non rimanendo colpiti dal posto, decidiamo di ripartire subito, ma…… non prima di una semplice ma sempre buonissima colazione a base dei deliziosi croissant, rigorosamente al burro, che anche solo semplicemente seduti su una panchina, non tradiscono mai. Via tra campi e boschi! Verso i luoghi dello sbarco!


2° giorno:  i luoghi dello sbarco: Courseulles Sur Mer – Arromanches – Omaha Beach
Partiti da Caen, abbiamo scelto questi 3 posti, ben consapevoli che lo sbarco in Normandia meriterebbe un tour a parte, ma questo viaggio è altro…un insieme di sensazioni…di varia natura. Qui è difficile descriverle ma sicuramente sono forti.

Courseulles sur mer. Un buon punto di partenza per entrare, mentalmente, nella storia dello sbarco. In contrapposizione mette di buon umore il bel mercatino del pesce fresco che merita una menzione anche perchè con 3/5 Euro si possono mangiare ostriche freschissime.

Arromanches. Qui si respira ancor più forte laria dello sbarco. Questa tappa ci immerge, in effetti, con forza nel passato.

Omaha Beach (Colleville-sur-Mer).Questa spiaggia deve essere un tappa obbligata. La ricostruzione di quanto accaduto la abbiamo visto tutti nel film «Salvate il soldato Ryan». Il museo ed il cimitero americano completano il percorso. Altri commenti non servono.


3° giorno: Mont Saint Michel – Cancale.
MONT SAINT MICHEL. Lasciati i luoghi dello sbarco, indiscutibilmente suggestivi, riprendiamo nel pomeriggio il tour verso un posto che da solo merita il viaggio. Incantevole e da non perdere l’isolotto Mont Saint-Michel una volta visto ci farà di dire in futuro…io c’ero. Dormiamo a Le Relais de la Hardiesse, un carinissimo posto (che consigliamo) a 6 km con prezzi giusti ed un colazione, semplicemente, buonissima. Ammirare l’isolotto man mano che ci avvicina è un’esperienza unica. Arrivarci davanti lascia a bocca aperta. Lasciate la macchina nell’enorme parcheggio e raggiungete l’isola con i bus che partono, continuamente, oppure a piedi per una lunga ma bellissima passeggiata lungo la passerella. All’interno del borgo, oltre la cattedrale ci sono per lo più negozi di souvenir bar, ristoranti e Hotel che rendono, indubbiamente questa parte molto turistica ma la sensazione che rimane è comunque di grande impatto. Controllate sul sito le date delle maree per assistere ad uno spettacolo unico: http://www.ot-montsaintmichel.com/index.htm?lang=en.html

CANCALE. Questa tappa lascierà a bocca…..chiusa tutti coloro che amano mangiare pesce. Cancale è un delizioso porto famoso in tutto il mondo per le ostriche e i frutti di mare. Vale, senza ombra di dubbio, la pena fermarsi per una mangiata di pesce semplicemente sublime (per quanto mi riguarda la migliore della mia vita). Qui potrete decidere se fermarvi in una delle botteghe che vendono a prezzi irrisori ostriche per gustarle camminando, oppure fermarmi in uno dei tanti ristoranti. Noi abbiamo scelto una perla, che difficilmente dimenticheremo: il ristorante A Coutre Courant, prezzi eccezionali e qualità del pesce crudo eccellente. Le foto parlano da sole.


4° e 5°giorno LOIRA – Castelli: Angers, Villandry, Amboise, Cheverny, Chambord
4° giorno – ANGERS. Lasciata la Normandia entriamo nella Loira la regione dei castelli!
Prima tappa con pernotto Angers. Una cittadina tutto sommato carina. La visita della fortezza, all’indomani mattina, anticipa i castelli che verranno, merita di essere vista la stanza con l’arazzo dell’Apocalisse lungo più di 100 metri (la foto, causa mezzi fotografici all’epoca scarsi e causa ambiente, completamente buio, non rende giustizia… ma non la voglio ritoccare).

VILLANDRY. E’ stato scelto questo castello per i suoi giardiniche, obiettivamente, sono originali e soprattutto non ci hanno dato sensazione di…già visto.

AMBOISECittadina deliziosa. Il Castello , è quello in cui trascorse gli ultimi anni di vita Leonardo Da Vinci (la visita consente di vedere i giardini dove Leonardo camminava e lavorava alle sue ultime opere) e si trova in una posizione che lo rende ancor più proprio suggestivo e cioè proprio in centro, attaccato alla piazza sottostante. Merita veramente una sosta con pernotto. Si può visitare, anche, la vicina Cappella di Saint Hubert dove si trova proprio la tomba di Leonardo.


5° giorno – CHEVERNY. Qui troviamo il Castello, più “normale”. A parte l’enorme cortile, che può considerarsi una vera e propria piazza, da dove i sovrani partivano per le battute di caccia, il resto non ci ha dato particolari sensazioni. Molto più interessante è, a pochi Km dal castello, la improvvisata tappa presso una cantina locale “Christian et Fabien Tessier”, presso la quale abbiamo assaggiato e poi acquisto un ottimo Cheverny  Rosso Concerto ed uno Cheverny  Rosso Quartet

CHAMBORD. Questo è il più grande, con ben 365 camini, con una importante architettura rinascimentale che lo rende, soprattutto internamente, maestoso e a tratti dispersivo. Il nostro tour dei castelli finisce qui. 


6°, 7 e° 8° giorno – Giverny – Vernon – Les Andelys – Lyon de La Foret – Beauvais
GIVERNY.
 Si riparte per una tappa che, invece, ci regalerà più di quello che immaginavamo: Giverny. Il paesino altro non è che la casa di Claude Monet con i suoi bellissimi giardini (tutto visitabile), con piante stupende, dove il pittore trascorreva la maggior parte del suo tempo cercando l’ispirazione (che indubbiamente trovava). Cucina, poi sala da pranzo e poi i giardini sono bellissimi! 

VERNON. Non ci stropicciamo gli occhi ma per una breve pausa caffè Vernon ci delizia con la sua Vieux Moulin, l’ultimo mulino mulino posizionato sulla Senna che serviva anche da casa per la riscossione del pedaggio richiesto per attraversare il fiume. Gradevole passeggiata per le vie del centro con le solite (non in senso negativo) casette a traliccio, e pausa pranzo per gustare un filetto d’oca (si può, si può…..qui si può) e poi via.

LES ANDELYS. Tappa improvvisata….e come spesso capita…..ci regala più di quello che chiedevamo! I resti della fortezza possono sembrare qualcosa di già visto, ma la vista della Senna con a lato il paesino vale, veramente, la sosta.

LYON DE LA FORET. Continuando dopo les Andelys, arriviamo in un’altra città, forse poco conosciuta ma assolutamente magica. Nel bosco ci accoglie, infatti, un paesino delle fiabe con nel centro della piazza, una struttura simile ad una grossa “capanna” che ricorda i “PUFFI”, all’interno della quale si svolge un piccolo mercatino con prodotti locali (formaggi di ogni tipo, salumi etc etc). Qui abbiamo mangiato (comprandola nella pasticceria/forno proprio davanti ala “capanna”) una baguette salata calda…semplicemente squisita! La sera fa freddo e in giro non c’è nessuno, chiudendo le attività commerciali presto, tranne i ristoranti e gli hotel ovviamente.

BEAUVAIS. Città che usiamo solo per il volo. Permanenza rapida, ma dal poco visto non ci è piaciuta molto.

VND – SPAGNA (Andalucia)

Ponte di Cordoba

Date di Viaggio: dal 18 al 25 aprile 2017

Città, paesi, posti attraversati, visti, visitati: Granada, Guadix, Cazorla, Ubeda, Baeza, Cordoba, Siviglia, Cadiz, Arcos de la Frontera, Zahara de la Sierra, Grazalema, Ronda, Jerez de la Frontera, Gibilterra, Tarifa, Malaga.


In breve:
– Viaggio in 4 persone, con “Ryan Air”  Roma Malaga / Malaga Roma.
– Noleggiata auto a Malaga Aeroporto e riconsegnata a Malaga Città (vicino stazione del treno dentro il Centro Commerciale).
– Km in auto percorsi: 1538
– Spesa totale (all inclusive): Euro 800,00 a persona.
– Essendo in 4 abbiamo preferito prenotare tutte le notti prima di partire. Come al solito, ritenendo troppo soggettivo l’aspetto legato al pernotto (capacità di adattamento, comodità ed aspetti vari), non troverete particolari riferimenti delle strutture (salvo casi eccezionali ovviamente).

Nota personale: sono un innamorato perso della Spagna…è giusto che si sappia!


18 – 19 aprile. GRANADA – GUADIX
Arriviamo alle 9.30 circa a Malaga e ritirata l’auto con Europcar alle 10.30 circaci dirigiamo verso Granada, dove sistemati in un appartamento Airbnb vicino al centro ci precipitiamo subito verso il quartiere Albaicin e ci fermiamo nella graziosa Placeta de San Miguel Bajo, per gustare (vista l’ora) le prime tapas e le prime cañe (birre fresche nel bicchiere da 0,20 cl) in uno dei bar della deliziosa piazzetta. A Granada c’è ancor l’usanza di portare una tapas gratuita ogni qualvolta si ordina una birra. É infatti possibile un vero e proprio tour di tapas gratuite nei vari bar. Abbiamo speso con 2 giri di caña a testa più altri 2 piatti completi da dividerci (para compartir) circa 30 euro in tutto (meno di 10 euro a persona dunque). Proseguiamo, poi, verso la Calle de Elvira, strada in cui si trovano diversi locali perfetti per fare, appunto, il tour di tapas gratuite e continuando a camminare ci siamo, consapevolmente, persi nei bellissimi e stretti vicoli bianchi della città passando da Carretera de Darro e dal Paseo del Padre Manjon (ma ogni strada va bene a Granada).
Dopo un breve riposo pomeridiano si riparte alle 19 circa percorrendo la Gran Via de Colòn,  sino alla Cattedrale Iglesia del Sagrario, attaccata al Mercado de Artesania. Proseguiamo verso Plaza de Bib Rambla (dove domani mattina mangeremo dei churros deliziosi) passando per calle Navas (altra via in cui poter fare il tour di tapas gratuito) per arrivare, infine, a Plaza del Carmen, dove ceniamo alla Bicicleta (locale carino con possibilità di mangiare fuori) assaporando un buonissimo rabo de toro (coda di toro).

Ancora Granada 19 aprile. Facciamo colazione al Gran Cafè Bib Rambla, sito nell’omonima piazza (dove si trovano i Churros più antichi di Granada) e ci rechiamo Plaza de Isabel Catolica da dove si prende la Navetta C3 (il biglietto si acquista sulla navetta stessa ad euro 1,20 ) che porta direttamente alla Alhambra.  N.B.: I biglietti per l’Alhambra finiscono, velocemente, tutto l’anno per cui comprateli prima possibile on line (http://www.ticketmaster.es/con largo anticipo (compresi e soprattutto quelli per i Palacios Nazarìes). Poi vanno, materialmente, ritirati alla Tienda Libreria de la Alhambra (Calle Reyes Católicos, 40) oppure all’ingresso (ma c’ è più fila) – sito internet: https://www.alhambradegranada.org//.

Occhio all’imprevisto: se vi dovesse succedere di smarrire uno o più biglietti dopo averli ritirati non vi allarmate ma recatevi all’ingresso presso l’ufficio informazioni per farvi fare il duplicato, ma attenti, dovete riportare con voi tutti i biglietti prenotati se avete fatto tutto con unica prenotazione (anche per avere il duplicato di uno solo dei biglietti)

Guadix 19 aprile. Partiti alla 13.20 circa da Granada percorrendo la A92 arriviamo a Guadix alle 14, dove ci fermiamo a mangiare nel tipico (frequentato solo da gente del luogo) e molto carino locale “La Bodeguillain cui ci aspetta un fantastico tagliere misto di salumi e formaggi del posto accompagnato dalla solita caña (ma non sottovalutate vino, sherry e vemut serviti direttamente dalle botti in fondo al locale). Dopo la breve pausa pranzo facciamo un giro per il centro di Guadix passando per l’Arco de San Torcuato, arriviamo alla Cattedrale luogo in cui vengono ricordati i numerosi film qui girati da grandissimi registi come Sergio Leone e Steven Spielberg. Proseguiamo per un giro nelle originalissime e particolarissime Cuevas de Guadix (le case scavate  nel Tufo ed ancora abitate).


19 – 20 aprile. CAZORLA – UBEDA – BAEZA
Cazorla 19 – 20 aprile. A Cazorla arriviamo il pomeriggio tardi, dopo, un breve giro nella parte un più alta (da dove, volendo, si può visitare la Sierra di Cazorla) che conduce al Mirador de las Palomas da dove con un pò di fortuna si possono incontrare le AquileLa giriamo (quasi deserta) e ci fermiamo a gustare alcune ottime raciones (piatti principali più grandi delle tapas) nel caratteristico bar Las Vegas (in Plaza della Corredera). A mio avviso Cazorla meritava qualche ora in più di giorno….ma capita in un tour così intenso di non avere tempo.

Ubeda e Baeza (il percorso rinascimentale) 20 aprile. Arrivati il 20 mattina Ubeda, parcheggiamo l’auto in un comodo parcheggio coperto, a costi più che accettabili. La città che oltre ad essere una città molto bella e, apparentemente, meno “andalusa” (patrimonio Unesco) è rinomata, soprattutto nella parte del casco antiguo (con i suoi vicoli), per le botteghe di ceramica (alfareria) della famiglia del famoso Pablo Tito. Nella Calle Valencia 22 troviamo, infatti, l’autentica piccola bottega con annesso il piccolo ma interessantissimo museo (gratuito). Il giro procede verso la parte del centro più nuova dove ci sono tutti i monumenti principali da non perdere, passando per Plaza del Ayuntamiento, alla bellissima Plaza Vázquez de Molina, non trascurando la Iglesia de Santa María de los Reales Alcázares. Ma la scoperta, veramente sorprendente, la facciamo all’ora di pranzo: il divin-locale è “La Misa de 12dove il magnifico proprietario ci farà bere dell’ottimo vermut degustando dei piatti semplicemente sublimi, nonchè i vari tipi d’olio prodotti in zona, tutto uscito “miracolosamente” da un piccolo angolo adibito a cucina però organizzatissima! Abbiamo mangiato: revuelto de pulpo e lagarto iberico a la brasa, una assaggio di una selezione di ottima jamon iberico (a 5 jota) e pane con 3 tipologie di olio extravergine di oliva (questa è la zona più famosa della Spagna per l’olio e ne produce e ne vende in tutto il mondo), tutto bagnato con buonissimo vermut a volontà per una spesa complessiva di € 91,10 (diviso 4).

Proseguiamo per Baeza. Città dall’architettura rinascimentale che dista 10 km da Ubeda e dunque vale pena fare un sosta di qualche ora per vederla. Anche qui i vicoli stile labirinto portano in tutte le graziose piazzette principali nonché davanti alla ben curata Universidad International de Andalucia nonché nella imponente Cattedral de la Natividad de Nuestra Senora de Baeza di Santa con il suo Rosone.


20 – 23 aprile. CORDOBA – CARMONA – SIVIGLIA – CADICE
Cordoba 20- 21 aprile. Arrivati a Cordoba tardo pomeriggio del 20 sistemati nell’alloggio facciamo passeggiata per la città (molto bella) passando per il suggestivo ponte che arriva allaporta d’ingresso di Plaza del Triunfo da dove si snoda tutto il centro, camminando per i bellissimi vicoletti stretti e colorati in cui perdersi piacevolmente. La Mezquita e l’Alcazar con i suoi giardini (che abbiamo visitato la mattina del giorno dopo) sono la punta di diamante della città, che ci ha veramente colpito molto. Segnaliamo, poi, Plaza de la Tendilla

Carmona 21 aprile. Ripartiti per Siviglia ci fermiamo a pranzo e per un breve giro nella curiosa Carmona, Comune situato su un cucuzzolo nel quale si accede superando la Porta di Cordoba che un tempo consentivano l’ingresso nelle antiche mura. Mangiamo nella “Bodega Mingalario” degustando alcuni dei piatti del menu: plato salmorejo (zuppa fredda a base di pomodori, pane, aglio e olio extravergine d’oliva),  plato espinacas (specialità di zona fatta con spinaci e ceci), huevos rotos (una specie di uova strapazzate con gamberi e patate) e lomo de bacalao (filetto di baccalà all’arancia). Il tutto accompagnato da un ottimo Rioja Crianza della Bodega Izadi (un rosso 100% Tempranillo), da un servizio impeccabile ed un conto con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Siviglia 21 e 22 aprile. Stupenda! Soprattutto per l’atmosfera che respira….giovanile ed allegra! Il pomeriggio siamo andati in giro per la città. Abbiamo attraversato i Jardin de Murillo, confinanti con l’Alcazar, ammirando i suoi bellissimi alberi secolari, ed abbiamo raggiunto la bella Universidad, Puerta de Jerez (da cui prendere avenida de la Constitucion), poi Plaza del Triunfo, Plaza de la Alianza e la più grande Plaza de San Fancisco che porta a Calle Sierpes, la via dello shopping, ed infine Plaza del Salvador. Per cena, e dopo cena, ci spostiamo nel quartiere Triana (definito da tutti il più importante di Siviglia), pieno zeppo di locali e bar. La serata si conclude in un locale vicino l’albergo dove gente di ogni età alle 2 di notte mangia e beve come fosse ora di pranzo (noi ci deliziavamo con delle ostriche!). La mattina del 22 la dedichiamo alla fantastica Plaza de Espana, vero gioiello della città, che ci lascia incantati e chiudiamo con una breve visita all’arena di Plaza de Toros.

Cadice  22 e 23 aprile. La città bianca più antica d’Europa. Entriamo nella cittadina attraverso il ponte La Pepa. Passeggiamo vicino il lungomare (anche qui non manca qualche albero secolare) fino a La Caleta che ci conduce, tramite un lungo e ventilato passeggio, davanti al Castillo de San Sebastián (non è visitabile per lavori di ristrutturazione, ma da qui la vista su Cadice è a dir poco ampia), Molto carina Plaza Topete, vicino al Mercado Central de Abastos mentre il Barrio del Popolo ed il Barrio del la Vina sono i luoghi più caratteristici dove respirare l’aria della movida di questo popolo andaluso (visitare i barrios qui è fondamentale). Da non perdere le fritture di pesce. Meritava, sicuramente, un po’ più di tempo.


23 aprile. MINI TOUR PUEBLOS BLANCOS: Arcos de La Frontera – Zahara de la Sierra – Grazalema – Ronda. Questo piccolo tour nel tour può, tranquillamente, essere un viaggio a parte prolungato nei giorni tenendo presente che i pueblos blancos sono tantissimi, vicini e anche diversi l’uno dall’altro.
Nel nostro mini- tour abbiamo visto:
1) Arcos de la Frontera: dopo aver fatto l’errore di entrare con la macchina nel labirinto di bellissimi e stretti bianchi vicoletti di questo bel paese arroccato, riusciamo a parcheggiare (tornando al punto di partenza) in uno dei comodissimi parcheggi a pagamento ai piedi del paese per poi salire, ovviamente, a piedi sino alla Basilica Menor de Santa Maria de la Asuncion che si incontra inevitabilmente sulla destra. Proseguendo si attiva sino a Plaza del Cabildo (molto carina salvo le troppe auto parcheggiate troppo facilmente consentite), con il suo Mirador da dove scattare qualche panoramica foto e riscendere passando dentro il vicolo in cui si trova il Convento de la Encarnacion.
2) Zahara de la Sierra. Molto suggestiva l’avvicinamento in auto a questo pueblo, grazie alla sua posizione arroccata su un complesso roccioso. Il suo affaccio sullo spettacolare Embalse de Zahara (il bacino di Zahara) consente di avere dall’alto un panorama molto bello. Abbiamo percorso Calle San Juan (via principale e più importante con bar con tavolini all’aperto) dove si arriva alla Iglesia Santa Maria de Mesa.
3) Grazalema: Pueblo che sorge ai piedi della catena montuosa dei Monti Grazalema possiede una piazza molto carina dove poter gustare in tutto relax eccezionali piatti di formaggio e carne del posto. Grazalema è, infatti, conosciuta per la sua produzione di formaggio di pecora. Ordiniamo un eccellente surtido de queso come antipasto da dividerci in 4 e poi carne buonissima: carillada, jabali, pluma, come in tutta l’Andalusia anche qui il conto ci pare onestissimo.
4) Ronda: merita menzione a parte. Con tutto il rispetto per i pueblos blancos, potrebbe essere meta separata:

RONDA: Città spettacolare che vive a strapiombo su altipiano diviso in due dalla gola El Tajo. Percorriamo Carrera Espinel sino ad arrivare a Plaza de Toros incrociando la via principale, Calle Virgen de la Paz, ed arriviamo al Alameda del Tajo, da dove si può ammirare la gola che divide Ronda. Riprendiamo Calle Virgen de la Paz ed arriviamo al meraviglioso Puente Nuevo ed al Mirador de Ronda, passando per Plaza de Espana e Plaza de la Merced. Ci rechiamo, poi, percorrendo Calle Arminan  nella verde e bella Plaza Duquesa de Plarcent, dove si trova la Collegiata de Santa Maria La Mayor e girando l’angolo si incontra la piccola e meno conosciuta Plaza del Silencio. Ronda è bella, particolare, curiosa, indubbiamente turistica ma imperdibile. Terminato il minitour continuiamo.


23 – 24 aprile  JEREZ DE LA FRONTERA – GIBILTERRA
Jerez de la Frontera 23 – 24 aprile. 
Deludente e in decadenza. Questa l’impressione di quattro su quattro. Città che sembra avere potenzialità ma, completamente, trascurata, salvo il monumento dedicato a Tio Pepe (il padre dello Sherry, vanto della città). Plaza San Miguel con la rispettiva Cattedrale (a pagamento) lasciano una sensazione malinconica. Abbiamo deciso di ripartire in tempi brevissimi

Gibilterra 24 aprile. Non è Andalusia. E si vede. Ingresso tramite dogana ed controllo documenti, dovrebbe trasmettere sensazioni londinesi ma cabine telefoniche rosse, locali fish and chips e pub non bastano. La sensazione è di vedere inglesi in esilio in un grande Centro Commerciale all’aria aperta. Non è stato possibile salire sull’ Upper Rock ma da informazioni prese non ci siamo persi molto. Anche qui non ce la sentiamo di rimanere troppo tempo…con il senno di poi, tappa evitabilissima.


24 – 25 – 26 aprile TARIFA – MALAGA
Tarifa 24 aprile.
 Bella e particolare, la patria dei surfisti (il vento è una presenza costante ed effettivamente a volte un pochino fastidiosa) ci ha regalato vicoli, piazzette nel pieno rispetto dei pueblos andalusi ma con atmosfera di relax. L’ingresso nel casco antiguo avviene attraverso la medievale Puerta de Jerez. Bello perdersi senza troppi riferimenti tra Plaza la Paz, San Martin, del Angel, passando per la Iglesia de San Mateo sino ad arrivare al Puerto ed andare verso destra sino alla spiaggia (Playa Chica) per cercare di vedere il Marocco. Ci rilassiamo con una freschissima birra e poi ritorniamo nel centro per una bella frittura di pesce. Per questa serata decidiamo di cenare mangiando buonissima carne e sorseggiando i buonissimi mojotos della Braseria Vaca Loca. Finiamo la serata (sempre a mojtos) nel locale “La Caracola(Calle San Francisco), locale molto carino dove conosciamo Angel il proprietario, ragazzo simpaticissimo e competente che ci darà (su nostra richiesta) un indicazione importante per quella che sarà una ottima cena a Malaga prossima ed ultima tappa del tour.

Malaga 25 – 26 aprile. Una sorpresa, ci è piaciuta molto a tutti. Percorrendo Calle Granada si incontrano bar e locali con molto movimento. Visitiamo il Museo di Picasso (in cui non sono consentite foto) e poi gironzoliamo per le strade passando per l’Iglesia de Santiago, per l’Alcazaba e Palacio Episcopal, e ci dirigiamo verso il moderno PORTO, passando per l’Universidad. Camminando si arriva, tranquillamente, alla spiaggia della Malagueta. Torniamo indietro passando, però, per Calle Maestranza alla casuale ricerca di una gelateria (in viaggio bisogna assecondare le voglie sennò che vacanza è) e ci imbattiamo in una sorpresa inaspettata, quasi un segno del destino: BOLAS, gelateria artigianale aperta il giorno prima. Il gelato è semplicemente sublime. Conosciamo il proprietario che con grande passione e umiltà ci spiega la sua arte, facendoci provare praticamente quasi tutti i gusti (fatti senza latte e solo con ingredienti di alta qualità). Scopriamo che ce ne sono già aperte altre in Spagna. Ci avviamo in albergo passando per la Fontana del centro urbano e per il Roseto molto bello che circonda la Statua del Biznaguero. Il Teatro Pileta chiude la passeggiata e dopo la doccia ci facciamo un aperitivo a base di olive e Pajarate (bibita del posto che ricorda, vagamente, il vermouth servita direttamente dalle botte) nel caratteristico locale La Tranca (frequentato da sola gente del posto). Ci rechiamo poi a cena nel ristorante consigliatoci da Angel di Tarifa (di proprietà del padre), proprio davanti all’ Acazaba: IL GARUM dove abbiamo consumato una cena ottima Degustación de atún e cioè degustando 5 tipi tonno cucinati in modo differente bagnato da un buonissimo vino bianco: finca feroes Rueda per poi continuare con un buonissimo misto carne accompagnato da un ottimo vino rosso (l’eccesso di relax ed il vino bianco iniziato a stomaco vuoto, mi ha portato a dimenticarmi, completamente, di scattare foto….effetto Andalucia!) pagando in tutto circa 90 Euro (sempre diviso 4), senza dubbio la giusta  conclusione di un tour magnifico.

Si torna a casa….purtroppo!

La Germania che sorpresa!

Ebbene si… lo ammetto.. la Germania mi ha, veramente, colpito.
Sono partito sempre convinto e speranzoso, perchè se c è una cosa che ho imparato viaggiando è che bisogna cancellare dalla propria mente pregiudizi e luoghi comuni e cercare di far finta di non aver, nemmeno, mai sentito parlare del luogo scelto.
Italia: mafia, spaghetti, pizza e mandolino; Francia: arroganza e sciovinismo; Spagna: paella e movida; Germania: popolo burbero, birra e wurstel.
Probabilmente, nella voce del popolo c’è quella di Dio ed un fondo di verità è innegabile ci sia; però, poi, se si ha la voglia di andare oltre si scopre, anche, altro.
La Germania è bellissima! la Romantic Strasse, la valle del Reno con i suoi paesini, il lago di Costanza, la foresta nera, i vigneti e meleti a picco, potrebbero essere tutti tour diversi, adatti a famiglie, ciclisti, amanti della natura, del vino.
Ma la cosa che stupisce di più è, forse, il cibo (e detto da un italiano …..).
Formaggi, carne, zuppe mi hanno lasciato sensazioni piacevolissime; i vini Riesling vere e proprie emozioni; i dolci (apfelstrudel, Krapfen) quasi una nostalgia alla fine del tour.
Chiaro che la “varietà italica” non è eguagliabile, però alla luce del fatto che considero il mangiare la cosa più difficile da trovare fuori dallo stivale, non avrei scommesso molto sulla Germania.
Ed, invece, questa nazione va, assolutamente, vista e valutata in tutte le sue sfaccettature, attraversando i suoi paesi e parlando con la gente del posto che, contrariamente a tutto quello che si dice, è assolutamente cordiale, ospitale ed educata.
Perchè essere precisi, magari metodici e, apparentemente, rigorosi discepoli delle regole, non necessariamente significa essere burberi ed antipatici.

VND – GERMANIA (Valle del Reno, Lago di Costanza, Foresta Nera, etc etc)

Valle del Reno
Valle del Reno

Date di Viaggio 15/08/2015 – 26/08/2015

Città attraversate, viste, visitate: Monaco, Dacau, Fussen, Schwangau (Castelli di Neuschwaistein e Hohenschwangau), Meersburg (Lago di Costanza), Lenzkirch, Friburgo, Mainz, Bingen, Rüdesheim, Bacharach,Sankt Goar, Boppard, Braubach, Coblenza (Valle del Reno), Potsdam, Weimar, Berlino


In breve:
– Viaggio in 2 persone, con aereo Roma Monaco / Berlino Roma.
– Noleggiata auto con Europcar a Monaco e riconsegnata a Berlino.
– Km percorsi: 1689,6.
– Spesa totale: Euro 1.400,00 a persona.
– A parte Monaco e Berlino non sono stati prenotati alberghi. Ma per Fussen è stato un errore! Tutto pieno e prezzi altissimi per le poche camere libere. Come al solito, ritenendo troppo soggettivo l’aspetto legato al pernotto (capacità di adattamento, comodità ed aspetti vari), non troverete, particolari, riferimenti delle strutture (salvo casi eccezionali ovviamente).

Dal 15 agosto al 16 agosto: MONACO; dal 23 agosto al 26 agosto BERLINO.

On the road: dal 17 agosto al 23 agosto


1° giorno: Dacau – Fussen
DACAU. A 20 Km da Monaco ritengo importante visitare il primo campo di sterminio nazista, aperto il 22 marzo 1933. Non aggiungo altro e non troverete foto.

FUSSEN. Percorrendo la bella Romantic Strasse si arriva a Fussen città che avevamo, erroneamente, sottovalutato da tutti i punti di vista. In pratica è la classica località di montagna dove i tedeschi vanno in inverno in massa a sciare e l’estate per le vacanze…con il risultato che non prenotare l’albergo è rischiosissimo…pochi posti a prezzo alto. A parte ciò…posto bellissimo, un vero gioiellino (certamente turistico ma non sempre è un male). Particolarità: la sera fa freddo!


2° giorno: Schwangau – Lago di Costanza – Meersburg – Lenzkirch
Dopo la notte a Fussen si riparte per SCHWANGAU. In questo piccolo comune bavarese si trovano i 2 famosissimi CASTELLI di NEUSCHWAISTEIN e HOHENSCHWANGAU. I castelli da fuori sono incantevoli, in particolare il Castello di Neuschwaistein (al quale anche la Disney si è ispirata) è molto suggestivo soprattutto osservandolo a mano a mano ci si avvicina con la macchina. La sua posizione (sembra quasi sospeso nel nulla) lo rende di per sé un monumento da guardare. Maestoso da vicino! Nonostante il numero di turisti ogni anno, facendo una piccola e rapida indagine abbiamo ritenuto che la visita interna portava con sé il rischio di essere solo una perdita di tempo (la fila per i biglietti era improponibile).

LAGO DI COSTANZA – MEERSBURG. Il lago di Costanza meriterebbe qualche giorno, ma essendo il Tour un insieme di esperienze bisogna cercare di ottimizzare. Già, comunque, costeggiarlo in auto è uno spettacolo molto bello e tra meleti e vigneti si possono scoprire posti bellissimi tipo MEERSBURG. Un borgo semplicemente grazioso e particolare con un porto molto carino e piazzette in cui sedersi in uno dei bar a sorseggiare un eccellente bicchiere di vino, come ad esempio un Meersburgeer Muller Thurgau QW (la Germania non è solo birra… ricordatevelo)

LENZKIRCH. Continuando, incontriamo questo piccolo Comune, veramente particolare. Si sviluppa accanto al lago di Titisee (chiamato la perla della foresta nera). Un lago naturale, completamente, circondato dalla folta vegetazione della Foresta Nera, una delle zone più belle e suggestive della Germania del sud. Abbiamo cenato (un pò stanchi) in stile aperitivo, in un locale molto caratteristico il «Schwarzbrennerei Rothaus» (dove è consentito fumare) ordinando un tagliere misto con vari tipi di prosciutto della foresta nera con salsicce ,sempre del posto, bagnate da due buone birre chiare Fürstenberg


3° giorno: Friburgo – Mainz
FRIBURGO. Si entra in una città un pò più metropolitana. Più trafficata, anche un pò più disordinata e caotica rispetto, chiaramente, agli standard visti sino a questo momento (non immaginatevi Roma o Milano però). Andiamo direttamente al mercato di Münsterplatz accanto alla Cattedrale (bellissima in stile gotico) e mangiamo un ottimo wurstel gigante e via per un un ultimo giro per le vie della città.

MAINZ (Magonza). Mainz è interessante. Non lascia a bocca aperta ma in sè sembra a vere 3 anime. Una classica (con la Cattedrale e la sua piazza), una moderna (con il grande centro commerciale) ed una sportiva (la grande passerella lungo il fiume Reno). Il contrasto risulta molto originale. Ma ha anche un pezzo da 90: Il Kirschgarten (il giardino dei ciliegi), il quartiere più bello e romantico della città! Qui abbiamo fatto la cena più buona (eccellente) di tutto il Tour, in un locale molto intimo e particolare: «Weinstube Hottum». Bisogna ricordarsi che siamo vicino alla zona dei Riesling! Abbiamo mangiato portate uniche ed originali. Carne, e poi vellutate di formaggio, e sublimi dolci di una raffinatezza di livello elevatissimo. Bevendo Riesling eccellente


4° giorno: Valle del Reno
VALLE DE RENO – (Patrimonio UNESCO) – Da Bingen a Coblenza. E qui inizia uno stupendo Tour nel tour. La valle del Reno va percorsa con un pò più di relax. Si incontrano tanti paesi che, apparentemente, possono sembrare simili ma che in realtà non lo sono affatto. Percorrere in automobile il tratto di strada che li collega (poco più di 70 km) sembra un gioco se lo si fa tutto di un fiato, ma è invece molto affascinante se ci si ferma, continuamente, ammirando il panorama che si presenta ed piccoli ma suggestivi paesini. Veramente una bella esperienza! Da tenere in considerazione il fatto che il Reno può essere attraversato da una parte all’altra imbarcando l’auto e così percorrendolo in una sorta di zig zag. Ci sono piattaforme (battelli) che in precise zone offrono questo servizio (5 euro) che dura pochi minuti. Una sorta di metropolitana sull’acqua.

  • Rüdesheim. Abbiamo preso il battello cambiamo sponda e visitiamo questo paese carinissimo. Qui si può prendere (anzi…si deve prendere) la cabinovia e salire sino al parco del Niederwald, dove ammirare il Niederwalddenkmal ovvero il monumento costruito negli anni 1870/80 per commemorare l’Unificazione della Germania e dove lasciarsi catturare dal panorama del Reno. Tornati nel centro (molto carino), passeggiamo per la Drosselgasse, una via molto stretta e colorata dalle molte insegne stile Hong Kong, ascoltando il caos del sottofondo musicale proveniente dai locali/pub. Tutto molto particolare.

  • Braubach. I suoi vicoli e le strutture in graticcio disposte in modo particolare danno un senso fiabesco (in effetti maggiore delle altre città viste). Si può visitare il Marksburg (la fortezza che sovrasta la città) . È l’unico castello medievale rimasto lungo la media valle del Reno. La visita dentro la fortezza è fattibile ma non lascia (a questo punto del viaggio probabilmente) un segno indelebile.


  • (6° giorno) fino a…Coblenza. La nostra valle del Reno finisce qui! Proprio dove uno da destra e l’altro da sinistra, si incontrano il Reno e la Mosella. La passeggiata sul lungo fiume risulta per questo caratteristica, dando un occhiata alla enorme statua di Guglielmo I. Tutto abbastanza suggestivo (ma più per l’idea che due fiumi si incontrano in un punto che per l’effettivo effetto visivo). Tornando passiamo per Jesuitenplatz.


6° e 7° giorno: Weimar – Potsdam – arrivo a Berlino
WEIMAR. Città storica (patrimonio dell’Unesco) rappresenta uno dei maggiori centri culturali della Germania. Goethe qui visse e morì (si può visitare la casa). Carino il centro con il giardino ad archetti. Ma puntiamo Berlino (dove si concluderà il tour) per cui siamo, veramente, solo di passaggio per cenare, (mangiando e bevendo, rigorosamente, tedesco) e dormire.

POTSDAM. Ormai prossimi a Berlino decidiamo di fermarci a pranzo a Potsdam. Non sembra quasi una città ma un sorta di grande quartiere con strade fatte di sanpietrini e viali quasi stile inglese. Pranziamo qui prima e poi via verso Berlino (che tratterò a parte).

UN W.E. A MADRID e TOLEDO

In breve:
– Andata: partenza da Roma giovedi 15 febbraio 2018 alle 20:50 dall’Aeroporto di Ciampino (RM) ed arrivo all’aeroporto Barajas di Madrid alle 23:25.
– Ritorno: partenza dall’aeroporto Barajas di Madrid il 18 febbraio alle 17:55 ed arrivo all’Aeroporto di Roma.
– Albergo: Hotel Gran Legazpi 3 stelle, sito a Plaza Legazpi e a 100 metri dalla metro (linea 3 e 6) che porta ovunque; costo: Euro 200 matrimoniale per 3 notti, senza colazione (pulito, essenziale, buon bagno ed ottima doccia).
– Biglietto metro elettronico da 10 viaggi Euro 12,20 + Euro 2,50 per la “stampa” della tarjeta elettronica (finiti i viaggi si può ricaricare. Noi abbiaimo fatto due ricariche).
– Viaggio di 2 persone per una spesa totale (anche taxi souvenir ed acquisti personali) di Euro 400,00 a persona.


Breve premessa: siamo atterrati alle 23:25 all’aeroporto Barajas e abbiamo preferito investire 30 Euro in taxi per arrivare in 20 minuti, invece che in più di un ora in Albergo, nonostante la Metro colleghi benissimo l’aeroporto al centro. Infatti la prenderemo a ritorno.
Madrid si visita, facilmente, a piedi e con la metro, che è semplicemente eccezionale; per cui tutto quello che abbiamo visto sembra tanto e con tanti spostamenti frenetici, ma in realtà è tutto molto vicino, agevole.


1 giorno: Facciamo la prima, “normale”, ma comoda, colazione con churros e cioccolato, alla Cafeteria Legazpi davanti alla metro che prendiamo per 5 fermate per arrivare in centro (che sappiamo visitabile tutto a piedi), alla fermata SOL; siamo a Puerta del Sol.
Piazza normale che, a parte la Statua dell’Orso e del Corbezzolo (scultura simbolo di Madrid, raffigurante l’orso che mangia le bacche che curarono gli abitanti di Madrid durante la peste del Cinquecento, non offre molto altro…

Dunque prendiamo Calle Mayor per arrivare alla famosa e grande Plaza Mayor sulla sinistra (attenzione è un pò nascosta, piazza sicuramente,imponente ma, almeno oggi apparentemente poco “sfruttata”.
Attaccato a Plaza Mayor c’è il bellissimo Mercado de San Miguel, ove non possiamo non entrare. C’è di tutto e ci si può, chiaramente, anche mangiare (attenzione peró..è caro e non il miglior posto dove mangiare).
Continuiamo per Plaza de la Villa, passando per la Cattedrale dell’Almudena, sino ad arrivare a Palacio Real, dove troviamo una bella fila per entrare (sinceramente non era nelle nostre priorità per cui decliniamo).

Passeggiamo ancora sino a Plaza de Oriente e tagliando per calle de Vergara arriviamo alle più piccole (e sicuramente meno conosciute) Plaza Ramales e Plaza de Santiago.
cammina cammina passiamo per i Jardines de Sabatini e per il Senado, sino ad arrivare alla “normalissima” Plaza de Espana, che si incrocia con la Gran Via, che a destra porta a Plaza del Callao, mentre a sinistra conduce a Malasana. Prendiamo a destra per Plaza del Callao.
Qui c’è la Metro (linea 5 – direzione Casa del Campo) che ci porta sino alla fermata “Latina”, uno dei quartieri più tipici e storici di Madrid.

Nella carinissima Plaza de Cascorro, presso il Bar/Cerveceria “La Casa de Las Navajasci concediamo, seduti, un bell’aperitivo rinforzato a base di birra, vermut, mangiando Pimiento del Padron e Bocadillo de Calamares.
Il bello della Spagna è proprio questo modo di stuzzicare, assaggiare in ogni orario in cui si ha voglia…“ir de tapas”, come si dice qui!
A stomaco pieno la passeggiata per il quartiere è più bella e facile, infatti, camminando camminando, scendendo per il Mercado de San Fernando, percorrendo Calle de Mira del Sol e Plaza del Campillo del Mundo Nuevo, arriviamo alla fine sino alla Ronda de Toledo e girando a sinistra arriviamo alla Puerta de Toledo (che non ci lascerà di certo a bocca aperta).

N.B.:In tutta questa parte si svilupperà gran parte dell’imperdibile Mercado del Rastro della domenica mattina.

Qui possiamo prendere la metro (Puerta Toledo) e scendere a Plaza del Callao riscendere per la Gran Via e arrivare a Malasana.
Ci fermiamo per un altro spuntino in un bar/cerveceria (De Mercado Cocina & Bar) e prendiamo 2 Cervezas, Esparagos a la Plancha e Milhojas de pulpo davanti al Mercado Los Montenses, (sicuro c’ è di meglio a per uno spuntino va più che bene). Per il caffè ed il dolcetto ci spostiamo verso la parte più carina di Malasana, dove troviamo un locale (il “QUEQUEN”) che sarebbe stato perfetto, anche, per lo spuntino con le sue torte salate(pazienza).
Torniamo in albergo in metro. Riposo di un paio d’ore.

Alle 18.30 circa, tramite il bus 45 (sempre da Plaza Legapzi) arriviamo davanti al Museo del Prado che dalle 18 alle 20 è visitabile, gratuitamente, (ma bisogna arrivare almeno 30/45 minuti prima perchè la fila è lunga).
Consci che gli appassionati d’arte opereranno diversamente, (ma forse il museo potrebbe essere meno dispersivo ed un pò più chiaro… nelle indicazioni) alla fine della visita riprendiamo il bus 45 verso l’albergo per prepararci per la serata.
Madrid resta pur sempre rinomata per la movida notturna!

E, dunque, si esce tardi dall’albergo per andare a cena a Plaza de Santa Ana, in un posto trovato per caso ma dove mangiamo benissimo:
“La Chulana”, che offre un’ottima Sangria ed il tipico piatto madrileno, Callos Madrilena (la trippa madrilena), un particolare e buonissimo Torrezno Iberico (meno pesante di quello che può sembrare a prima vista…lo finirete tranquilli) ed un buonissimo Solomillo con Cebolla e formaggio tipo Brie e 2 caffè, tutto per un conto di Euro 38,50, pagati alle 00:15…ci siamo calati nella realtà della città!
La serata continua alla Huertas in uno dei tantissimi locali tra due salti al ritmo di musica ed un cocktail. Alle 2 siamo abbastanza stanchi. Passeggiata, taxi (dalla Huertas con 8 euro siamo in albergo) e a nanna.


2 giorno: Svegliati, con molta calma, non abbiamo dubbi, prima di partire per la gita a Toledo, la colazione oggi (anche se ci sembra di essere arrivati da 3/ 4 giorni…) la facciamo alla “Mallorquina”, bar storico e famoso a Madrid, proprio davanti alla uscita della metro SOL. Non ci facciamo scoraggiare dalla fila e dalla moltitudine di persone che si accalcano al bancone, perchè il servizio è veloce. In alternativa si può prendere il numeretto e attendere che un cameriere ci accompagni nella sala superiore per servirci al tavolo (ma a noi non interessa…il bancone è perfetto).

A stomaco pieno (sono già le 11:30), commettiamo l’errore di recarci alla stazione dei treni, Puerta de Athocha, per prendere il primo treno disponibile (on line sembravano tutti disponibili) per arrivare a Toledo. Ma in realtà sono tutti pieni sino alle 14:10. Poco male perchè a parte il fatto che troveremo una soluzione migliore (il bus) abbiamo visto una stazione bellissima….all’interno sembra di stare in un parco verde del sud america.
A passo svelto ritorniamo a prendere la metro direzione Plaza Eliptica da dove parte il Bus della compagnia ALSA per Toledo.

N.B. qui va aperto un rapido capitolo a parte: per andare a Toledo è, indubbiamente, il comodissimo il Bus (impiega minuti ed è la scelta migliore), ne parte uno ogni 10 minuti costa 10 euro a/r e vale per ogni corsa (quindi se si perde un bus si può prendere, con il medesimo biglietto, quello dopo) ed il capolinea è vicinissimo, a piedi, al centro di Toledo. Stessa cosa per il ritorno. Il treno, invece, costa 22 euro a/r ne parte uno ogni ora e lascia più di un Km dal centro. Il paragone non regge proprio. Aggiungiamoci, poi, che alla fermata Plaza Eliptica c’è proprio il box dove fare, rapidamente, i biglietti andata e ritorno.

TOLEDO: si visita, chiaramente, tutta a piedi tra qualche salita e discesa.
Passando sotto l’Arco de la Sangre con la statua di Cervantes, per la Cattedrale, per Plaza de La Padilla, per le piccolissime terme romane gratuite, per Plaza San Juan de los Reyes. Vicino la Iglesia S.maria La Blanca vi è un punto panoramico niente male.
Pranziamo a “La Campana”, con 2 sostanziosi piatti di Carcamusas (stufato di carne di maiale e patate in salsa di pomodoro), piatto molto buono tipico di Toledo che impiegheremo un pò a digerire ed una discreta tarta di queso “casera” (fatta in casa), tutto per euro 23,20.
Altro giro per Toledo e passeggiata bellissima intono alle mura, costeggiando il fiume Tago, per riprendere il Bus.
Tornati in albergo a Madrid, dopo qualche ora di riposo, usciamo (sempre non prima delle 21/21.30) per la serata ed andiamo a Malasana, il quartiere che gusta a Manu Chao: E’ da molti definito il quartiere tipico della movida madrilena, ma a noi è piaciuto di più Huertas (per la notte intendo), ma è giusto così… i posti ed i gusti sono soggettivi (comunque i locali non mancano di certo)!


3°giorno: ottima colazione in quella che a Madrid è un’ istituzione: la “Chocolateria San Gines” (sempre metro fermata SOL e poi a destra per (Calle Arenal e dopo 300 metri a sinistra Plazuela de San Gines. Qui Churros, Porras e cioccolato sono eccezionali e croccanti. Non ci facciamo spaventare dalla fila che va fatta solo se si vuole un tavolo, mentre mangiare nei vari banconi davanti alle foto dei personaggi famosi è rapido e molto carino.

Prendiamo la metro Opera” a Plaza Isabel II e scendiamo a “Latina” per iniziare il giro del grandissimo ed imperdibile mercato della domenica mattina: EL RASTRO. C’è di tutto, ma per gli amanti del pellame è una sorta di paradiso a ottimo prezzo.

Concludiamo con l’aperitivo/pranzo seduti con il sole in faccia in un tavolo all’aperto nella Cerveceria “LUSI”, in Calle de Casino (qui vicino nn c’ molto altro ma il posto è carino, aspettate qualcuno si alzerà) bevendo più di un Tinto de Verano e mangiando Lacon a la Gallega, ed anche Pimiento del Padron e Pan con Tomate, pagando in tutto € 30,40 (come si vede nel dettagliato appunto fiscale..eh).

Riprendiamo la metro Embajadores per tornare in albergo a riprendere le valigie e via all’aeroporto (linea 6 Nuevo Ministerios – linea Aeropuerto, bisogna integrare il biglietto, ma il costo lo calcola la macchinetta automatica)
Si torna a casa!


Tutte le FOTO di Madrid:

Tutte le FOTO di Toledo:

 

Una giornata a.. Civita di Bagnoregio (Viterbo)

Ponte Civita

28 gennaio 2018

La “Città che muore” è il soprannome di questo suggestivo Borgo che vale la pena visitare.

Ad un’ora e mezza circa d’auto da Roma tra il lago di Bolsena ed la Valle del Tevere si trova Civita, piccola frazione del Comune di Bagnoregio, abitata da 16 persone, ma non mancano, assolutamente, bar e ristoranti per accogliere i turisti in visita da tutto il mondo (abbiamo incontrato, francesi, spagnoli tedeschi, americani).

Scopriamo essere conosciuta per la ricotta (e per strada si comprende subito il perchè) e per l’Acqua di Civita, alla base dei prodotti cosmetici del posto.

Si arriva all’interno del Borgo lasciando l’auto o la moto nel parcheggio a pagamento (costo 2 euro l’ora), per il quale è importante munirsi prima di soldi spicci, in quanto Bancomat e carta di credito sono solo, teoricamente, accettate.

Dopo 5 minuti a piedi, passando per i giardini si arriva al botteghino d’ingresso, ove va pagato il biglietto per entrare (Civita non è gratis e si paga 3€ i giorni feriali 5€ i festivi, anche qui no bancomat).

Percorriamo il lungo ponte, con salita finale, e siamo alla Porta di Civita.

Il Borgo si gira, comodamente, a piedi e si arriva, facilmente, alla Chiesa di San Donato oppure ai punti da dove poter ammirare l’erosione della montagna che, obiettivamente, regala un suggestivo panorama, fino ad arrivare al Tunnel scavato nella roccia, costruito per consentire il passaggio delle carrozze.

Non possiamo non fermarci nel carinissimo Arco del Gusto”, una paninoteca/focacceria/salumeria, ove mangiare una delle deliziose focacce del posto, ed anche la ricotta a gelato in vari gusti. Per il caffè ed il Vinsanto ci spostiamo al vicino “Bar della Piazzetta”.

Per chi preferisce sedersi al ristorante e gustare un piatto di pasta carne etc, tranquilli ci sono ristoranti molto carini, dove mangiare anche tra i vicoli e nelle piazzette.

Altra passeggiata, giusto il tempo per entrate nell’ Acqua di Civita, negozio dove acquistare i prodotti di bellezza.

Bella gita fuori porta! Soddisfatti rientriamo.


Tutte le foto di Civita:

L’Australia (Nuovo Galles del Sud e Victoria), terra selvaggia!

L’Australia è uno dei paesi più grandi del Mondo. Non ha una storia fitta ed intensa come tanti altri ma ha una natura selvaggia autentica e indisturbata.

Non bisogna immaginarsi parchi organizzati, animali in gabbia e vallate popolate di animali al pascolo; il popolo australiano è abituato a vivere in simbiosi con il proprio ambiente e dunque non ci si deve meravigliare di avvisi e cartelli che con “nonchalance” indicano la presenza di quel tipo di serpente mortale oppure la presenza di squali oppure canguri oppure opossum…..E’ normale!

Non bisogna immaginarsi paesi e borghi con centri storici come in Italia o in Europa. Molte cittadine si sviluppano, addirittura, ai lati delle strade (da una lato della via una farmacia mentre dall’altra l’ufficio postale), quindi i paesi si attraversano mentre si percorre la strada in auto e se si è distratti non ce se ne accorge nemmeno. Ho visto o anche solo attraversato tantissimi luoghi ma di molti ho solo un appunto, una foto, un breve commento ma hanno, comunque, fatto parte del percorso seguito.

Non bisogna immaginarsi carreggiate o percorsi usuali e scontati ma strade, veramente, belle. A tratti sembra di essere in un sogno con luci e colori di una natura selvaggia anche un pò inquietante ma che, poi improvvisamente, sembra trasformarsi in una favola rassicurante.

Alla fine ho avuto sensazioni contrastanti. Ho avuto tante aspettative prima di partire; ho vissuto il tour convinto di rimanere ogni istante a bocca aperta, influenzato, probabilmente, dal costo complessivo del viaggio; sono rimasto, apparentemente, un pò deluso  alla fine del viaggio.

Ma, poi, come sempre accade, dopo un pò di tempo riflettendo e rivedendo le foto ho pensato: “l’Australia non va immaginata, ma vissuta, intensamente, per quello che è veramente, selvaggia e sincera”