
Date di Viaggio: dal 18 al 25 aprile 2017
Città, paesi, posti attraversati, visti, visitati: Granada, Guadix, Cazorla, Ubeda, Baeza, Cordoba, Siviglia, Cadiz, Arcos de la Frontera, Zahara de la Sierra, Grazalema, Ronda, Jerez de la Frontera, Gibilterra, Tarifa, Malaga.
In breve:
– Viaggio in 4 persone, con “Ryan Air” Roma Malaga / Malaga Roma.
– Noleggiata auto a Malaga Aeroporto e riconsegnata a Malaga Città (vicino stazione del treno dentro il Centro Commerciale).
– Km in auto percorsi: 1538
– Spesa totale (all inclusive): Euro 800,00 a persona.
– Essendo in 4 abbiamo preferito prenotare tutte le notti prima di partire. Come al solito, ritenendo troppo soggettivo l’aspetto legato al pernotto (capacità di adattamento, comodità ed aspetti vari), non troverete particolari riferimenti delle strutture (salvo casi eccezionali ovviamente).
Nota personale: sono un innamorato perso della Spagna…è giusto che si sappia!
18 – 19 aprile. GRANADA – GUADIX
Arriviamo alle 9.30 circa a Malaga e ritirata l’auto con Europcar alle 10.30 circa, ci dirigiamo verso Granada, dove sistemati in un appartamento Airbnb vicino al centro ci precipitiamo subito verso il quartiere Albaicin e ci fermiamo nella graziosa Placeta de San Miguel Bajo, per gustare (vista l’ora) le prime tapas e le prime cañe (birre fresche nel bicchiere da 0,20 cl) in uno dei bar della deliziosa piazzetta. A Granada c’è ancor l’usanza di portare una tapas gratuita ogni qualvolta si ordina una birra. É infatti possibile un vero e proprio tour di tapas gratuite nei vari bar. Abbiamo speso con 2 giri di caña a testa più altri 2 piatti completi da dividerci (para compartir) circa 30 euro in tutto (meno di 10 euro a persona dunque). Proseguiamo, poi, verso la Calle de Elvira, strada in cui si trovano diversi locali perfetti per fare, appunto, il tour di tapas gratuite e continuando a camminare ci siamo, consapevolmente, persi nei bellissimi e stretti vicoli bianchi della città passando da Carretera de Darro e dal Paseo del Padre Manjon (ma ogni strada va bene a Granada).
Dopo un breve riposo pomeridiano si riparte alle 19 circa percorrendo la Gran Via de Colòn, sino alla Cattedrale Iglesia del Sagrario, attaccata al Mercado de Artesania. Proseguiamo verso Plaza de Bib Rambla (dove domani mattina mangeremo dei churros deliziosi) passando per calle Navas (altra via in cui poter fare il tour di tapas gratuito) per arrivare, infine, a Plaza del Carmen, dove ceniamo alla “Bicicleta” (locale carino con possibilità di mangiare fuori) assaporando un buonissimo rabo de toro (coda di toro).
Ancora Granada 19 aprile. Facciamo colazione al Gran Cafè Bib Rambla, sito nell’omonima piazza (dove si trovano i Churros più antichi di Granada) e ci rechiamo Plaza de Isabel Catolica da dove si prende la Navetta C3 (il biglietto si acquista sulla navetta stessa ad euro 1,20 ) che porta direttamente alla Alhambra. N.B.: I biglietti per l’Alhambra finiscono, velocemente, tutto l’anno per cui comprateli prima possibile on line (http://www.ticketmaster.es/) con largo anticipo (compresi e soprattutto quelli per i Palacios Nazarìes). Poi vanno, materialmente, ritirati alla Tienda Libreria de la Alhambra (Calle Reyes Católicos, 40) oppure all’ingresso (ma c’ è più fila) – sito internet: https://www.alhambradegranada.org//.
Occhio all’imprevisto: se vi dovesse succedere di smarrire uno o più biglietti dopo averli ritirati non vi allarmate ma recatevi all’ingresso presso l’ufficio informazioni per farvi fare il duplicato, ma attenti, dovete riportare con voi tutti i biglietti prenotati se avete fatto tutto con unica prenotazione (anche per avere il duplicato di uno solo dei biglietti)
Guadix 19 aprile. Partiti alla 13.20 circa da Granada percorrendo la A92 arriviamo a Guadix alle 14, dove ci fermiamo a mangiare nel tipico (frequentato solo da gente del luogo) e molto carino locale “La Bodeguilla” in cui ci aspetta un fantastico tagliere misto di salumi e formaggi del posto accompagnato dalla solita caña (ma non sottovalutate vino, sherry e vemut serviti direttamente dalle botti in fondo al locale). Dopo la breve pausa pranzo facciamo un giro per il centro di Guadix passando per l’Arco de San Torcuato, arriviamo alla Cattedrale luogo in cui vengono ricordati i numerosi film qui girati da grandissimi registi come Sergio Leone e Steven Spielberg. Proseguiamo per un giro nelle originalissime e particolarissime Cuevas de Guadix (le case scavate nel Tufo ed ancora abitate).
19 – 20 aprile. CAZORLA – UBEDA – BAEZA
Cazorla 19 – 20 aprile. A Cazorla arriviamo il pomeriggio tardi, dopo, un breve giro nella parte un più alta (da dove, volendo, si può visitare la Sierra di Cazorla) che conduce al Mirador de las Palomas da dove con un pò di fortuna si possono incontrare le Aquile. La giriamo (quasi deserta) e ci fermiamo a gustare alcune ottime raciones (piatti principali più grandi delle tapas) nel caratteristico bar Las Vegas (in Plaza della Corredera). A mio avviso Cazorla meritava qualche ora in più di giorno….ma capita in un tour così intenso di non avere tempo.
Ubeda e Baeza (il percorso rinascimentale) 20 aprile. Arrivati il 20 mattina Ubeda, parcheggiamo l’auto in un comodo parcheggio coperto, a costi più che accettabili. La città che oltre ad essere una città molto bella e, apparentemente, meno “andalusa” (patrimonio Unesco) è rinomata, soprattutto nella parte del casco antiguo (con i suoi vicoli), per le botteghe di ceramica (alfareria) della famiglia del famoso Pablo Tito. Nella Calle Valencia 22 troviamo, infatti, l’autentica piccola bottega con annesso il piccolo ma interessantissimo museo (gratuito). Il giro procede verso la parte del centro più nuova dove ci sono tutti i monumenti principali da non perdere, passando per Plaza del Ayuntamiento, alla bellissima Plaza Vázquez de Molina, non trascurando la Iglesia de Santa María de los Reales Alcázares. Ma la scoperta, veramente sorprendente, la facciamo all’ora di pranzo: il divin-locale è “La Misa de 12” dove il magnifico proprietario ci farà bere dell’ottimo vermut degustando dei piatti semplicemente sublimi, nonchè i vari tipi d’olio prodotti in zona, tutto uscito “miracolosamente” da un piccolo angolo adibito a cucina però organizzatissima! Abbiamo mangiato: revuelto de pulpo e lagarto iberico a la brasa, una assaggio di una selezione di ottima jamon iberico (a 5 jota) e pane con 3 tipologie di olio extravergine di oliva (questa è la zona più famosa della Spagna per l’olio e ne produce e ne vende in tutto il mondo), tutto bagnato con buonissimo vermut a volontà per una spesa complessiva di € 91,10 (diviso 4).
Proseguiamo per Baeza. Città dall’architettura rinascimentale che dista 10 km da Ubeda e dunque vale pena fare un sosta di qualche ora per vederla. Anche qui i vicoli stile labirinto portano in tutte le graziose piazzette principali nonché davanti alla ben curata Universidad International de Andalucia nonché nella imponente Cattedral de la Natividad de Nuestra Senora de Baeza di Santa con il suo Rosone.
20 – 23 aprile. CORDOBA – CARMONA – SIVIGLIA – CADICE
Cordoba 20- 21 aprile. Arrivati a Cordoba tardo pomeriggio del 20 sistemati nell’alloggio facciamo passeggiata per la città (molto bella) passando per il suggestivo ponte che arriva alla “porta d’ingresso” di Plaza del Triunfo da dove si snoda tutto il centro, camminando per i bellissimi vicoletti stretti e colorati in cui perdersi piacevolmente. La Mezquita e l’Alcazar con i suoi giardini (che abbiamo visitato la mattina del giorno dopo) sono la punta di diamante della città, che ci ha veramente colpito molto. Segnaliamo, poi, Plaza de la Tendilla
Carmona 21 aprile. Ripartiti per Siviglia ci fermiamo a pranzo e per un breve giro nella curiosa Carmona, Comune situato su un cucuzzolo nel quale si accede superando la Porta di Cordoba che un tempo consentivano l’ingresso nelle antiche mura. Mangiamo nella “Bodega Mingalario” degustando alcuni dei piatti del menu: plato salmorejo (zuppa fredda a base di pomodori, pane, aglio e olio extravergine d’oliva), plato espinacas (specialità di zona fatta con spinaci e ceci), huevos rotos (una specie di uova strapazzate con gamberi e patate) e lomo de bacalao (filetto di baccalà all’arancia). Il tutto accompagnato da un ottimo Rioja Crianza della Bodega Izadi (un rosso 100% Tempranillo), da un servizio impeccabile ed un conto con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Siviglia 21 e 22 aprile. Stupenda! Soprattutto per l’atmosfera che respira….giovanile ed allegra! Il pomeriggio siamo andati in giro per la città. Abbiamo attraversato i Jardin de Murillo, confinanti con l’Alcazar, ammirando i suoi bellissimi alberi secolari, ed abbiamo raggiunto la bella Universidad, Puerta de Jerez (da cui prendere avenida de la Constitucion), poi Plaza del Triunfo, Plaza de la Alianza e la più grande Plaza de San Fancisco che porta a Calle Sierpes, la via dello shopping, ed infine Plaza del Salvador. Per cena, e dopo cena, ci spostiamo nel quartiere Triana (definito da tutti il più importante di Siviglia), pieno zeppo di locali e bar. La serata si conclude in un locale vicino l’albergo dove gente di ogni età alle 2 di notte mangia e beve come fosse ora di pranzo (noi ci deliziavamo con delle ostriche!). La mattina del 22 la dedichiamo alla fantastica Plaza de Espana, vero gioiello della città, che ci lascia incantati e chiudiamo con una breve visita all’arena di Plaza de Toros.
Cadice 22 e 23 aprile. La città bianca più antica d’Europa. Entriamo nella cittadina attraverso il ponte La Pepa. Passeggiamo vicino il lungomare (anche qui non manca qualche albero secolare) fino a La Caleta che ci conduce, tramite un lungo e ventilato passeggio, davanti al Castillo de San Sebastián (non è visitabile per lavori di ristrutturazione, ma da qui la vista su Cadice è a dir poco ampia), Molto carina Plaza Topete, vicino al Mercado Central de Abastos mentre il Barrio del Popolo ed il Barrio del la Vina sono i luoghi più caratteristici dove respirare l’aria della movida di questo popolo andaluso (visitare i barrios qui è fondamentale). Da non perdere le fritture di pesce. Meritava, sicuramente, un po’ più di tempo.
23 aprile. MINI TOUR PUEBLOS BLANCOS: Arcos de La Frontera – Zahara de la Sierra – Grazalema – Ronda. Questo piccolo tour nel tour può, tranquillamente, essere un viaggio a parte prolungato nei giorni tenendo presente che i pueblos blancos sono tantissimi, vicini e anche diversi l’uno dall’altro.
Nel nostro mini- tour abbiamo visto:
1) Arcos de la Frontera: dopo aver fatto l’errore di entrare con la macchina nel labirinto di bellissimi e stretti bianchi vicoletti di questo bel paese arroccato, riusciamo a parcheggiare (tornando al punto di partenza) in uno dei comodissimi parcheggi a pagamento ai piedi del paese per poi salire, ovviamente, a piedi sino alla Basilica Menor de Santa Maria de la Asuncion che si incontra inevitabilmente sulla destra. Proseguendo si attiva sino a Plaza del Cabildo (molto carina salvo le troppe auto parcheggiate troppo facilmente consentite), con il suo Mirador da dove scattare qualche panoramica foto e riscendere passando dentro il vicolo in cui si trova il Convento de la Encarnacion.
2) Zahara de la Sierra. Molto suggestiva l’avvicinamento in auto a questo pueblo, grazie alla sua posizione arroccata su un complesso roccioso. Il suo affaccio sullo spettacolare Embalse de Zahara (il bacino di Zahara) consente di avere dall’alto un panorama molto bello. Abbiamo percorso Calle San Juan (via principale e più importante con bar con tavolini all’aperto) dove si arriva alla Iglesia Santa Maria de Mesa.
3) Grazalema: Pueblo che sorge ai piedi della catena montuosa dei Monti Grazalema possiede una piazza molto carina dove poter gustare in tutto relax eccezionali piatti di formaggio e carne del posto. Grazalema è, infatti, conosciuta per la sua produzione di formaggio di pecora. Ordiniamo un eccellente surtido de queso come antipasto da dividerci in 4 e poi carne buonissima: carillada, jabali, pluma, come in tutta l’Andalusia anche qui il conto ci pare onestissimo.
4) Ronda: merita menzione a parte. Con tutto il rispetto per i pueblos blancos, potrebbe essere meta separata:
RONDA: Città spettacolare che vive a strapiombo su altipiano diviso in due dalla gola El Tajo. Percorriamo Carrera Espinel sino ad arrivare a Plaza de Toros incrociando la via principale, Calle Virgen de la Paz, ed arriviamo al Alameda del Tajo, da dove si può ammirare la gola che divide Ronda. Riprendiamo Calle Virgen de la Paz ed arriviamo al meraviglioso Puente Nuevo ed al Mirador de Ronda, passando per Plaza de Espana e Plaza de la Merced. Ci rechiamo, poi, percorrendo Calle Arminan nella verde e bella Plaza Duquesa de Plarcent, dove si trova la Collegiata de Santa Maria La Mayor e girando l’angolo si incontra la piccola e meno conosciuta Plaza del Silencio. Ronda è bella, particolare, curiosa, indubbiamente turistica ma imperdibile. Terminato il minitour continuiamo.
23 – 24 aprile JEREZ DE LA FRONTERA – GIBILTERRA
Jerez de la Frontera 23 – 24 aprile. Deludente e in decadenza. Questa l’impressione di quattro su quattro. Città che sembra avere potenzialità ma, completamente, trascurata, salvo il monumento dedicato a Tio Pepe (il padre dello Sherry, vanto della città). Plaza San Miguel con la rispettiva Cattedrale (a pagamento) lasciano una sensazione malinconica. Abbiamo deciso di ripartire in tempi brevissimi
Gibilterra 24 aprile. Non è Andalusia. E si vede. Ingresso tramite dogana ed controllo documenti, dovrebbe trasmettere sensazioni londinesi ma cabine telefoniche rosse, locali fish and chips e pub non bastano. La sensazione è di vedere inglesi in esilio in un grande Centro Commerciale all’aria aperta. Non è stato possibile salire sull’ Upper Rock ma da informazioni prese non ci siamo persi molto. Anche qui non ce la sentiamo di rimanere troppo tempo…con il senno di poi, tappa evitabilissima.
24 – 25 – 26 aprile TARIFA – MALAGA
Tarifa 24 aprile. Bella e particolare, la patria dei surfisti (il vento è una presenza costante ed effettivamente a volte un pochino fastidiosa) ci ha regalato vicoli, piazzette nel pieno rispetto dei pueblos andalusi ma con atmosfera di relax. L’ingresso nel casco antiguo avviene attraverso la medievale Puerta de Jerez. Bello perdersi senza troppi riferimenti tra Plaza la Paz, San Martin, del Angel, passando per la Iglesia de San Mateo sino ad arrivare al Puerto ed andare verso destra sino alla spiaggia (Playa Chica) per cercare di vedere il Marocco. Ci rilassiamo con una freschissima birra e poi ritorniamo nel centro per una bella frittura di pesce. Per questa serata decidiamo di cenare mangiando buonissima carne e sorseggiando i buonissimi mojotos della Braseria Vaca Loca. Finiamo la serata (sempre a mojtos) nel locale “La Caracola” (Calle San Francisco), locale molto carino dove conosciamo Angel il proprietario, ragazzo simpaticissimo e competente che ci darà (su nostra richiesta) un indicazione importante per quella che sarà una ottima cena a Malaga prossima ed ultima tappa del tour.
Malaga 25 – 26 aprile. Una sorpresa, ci è piaciuta molto a tutti. Percorrendo Calle Granada si incontrano bar e locali con molto movimento. Visitiamo il Museo di Picasso (in cui non sono consentite foto) e poi gironzoliamo per le strade passando per l’Iglesia de Santiago, per l’Alcazaba e Palacio Episcopal, e ci dirigiamo verso il moderno PORTO, passando per l’Universidad. Camminando si arriva, tranquillamente, alla spiaggia della Malagueta. Torniamo indietro passando, però, per Calle Maestranza alla casuale ricerca di una gelateria (in viaggio bisogna assecondare le voglie sennò che vacanza è) e ci imbattiamo in una sorpresa inaspettata, quasi un segno del destino: BOLAS, gelateria artigianale aperta il giorno prima. Il gelato è semplicemente sublime. Conosciamo il proprietario che con grande passione e umiltà ci spiega la sua arte, facendoci provare praticamente quasi tutti i gusti (fatti senza latte e solo con ingredienti di alta qualità). Scopriamo che ce ne sono già aperte altre in Spagna. Ci avviamo in albergo passando per la Fontana del centro urbano e per il Roseto molto bello che circonda la Statua del Biznaguero. Il Teatro Pileta chiude la passeggiata e dopo la doccia ci facciamo un aperitivo a base di olive e Pajarate (bibita del posto che ricorda, vagamente, il vermouth servita direttamente dalle botte) nel caratteristico locale La Tranca (frequentato da sola gente del posto). Ci rechiamo poi a cena nel ristorante consigliatoci da Angel di Tarifa (di proprietà del padre), proprio davanti all’ Acazaba: IL GARUM dove abbiamo consumato una cena ottima Degustación de atún e cioè degustando 5 tipi tonno cucinati in modo differente bagnato da un buonissimo vino bianco: finca feroes Rueda per poi continuare con un buonissimo misto carne accompagnato da un ottimo vino rosso (l’eccesso di relax ed il vino bianco iniziato a stomaco vuoto, mi ha portato a dimenticarmi, completamente, di scattare foto….effetto Andalucia!) pagando in tutto circa 90 Euro (sempre diviso 4), senza dubbio la giusta conclusione di un tour magnifico.
Si torna a casa….purtroppo!